venerdì 25 dicembre 2009
domenica 13 dicembre 2009
domenica 6 dicembre 2009
magari in un'altra vita
Ad un certo punto la domanda nasce spontanea, perchè ricadiamo sempre negli stessi errori se sappiamo che sono errori?!
Bella domanda, a cui sarebbe altrettanto bello dare una risposta. Ci proverò...
Una relazione passata, lunga o breve che sia, lascia dentro di noi centinaia se non migliaia di ricordi e sensazioni. Poco importa come sia finita, per colpa di chi e con quali modalità.
Tutto questo è presente dentro di noi, anche se non ce ne accorgiamo. Non appena si ripresenta la situazione, noi siam per forza di cose riportati a quelle sensazioni e a quei pensieri, perchè sono sensazioni che ci mancano, per forza di cose...come quando entriamo in una casa che conosciamo, o la nostra stessa casa anche se siamo stati lontani per molto tempo, le sensazioni che sentiamo sono quelle, sono dentro di noi e sono pronte ad esplodere in noi ogni volta.
Poco importa se siamo andati via di casa perchè non ce la facevamo più, non l'abbiamo mai sopportata più di tanto in fondo magari, però quelle sensazioni sono dentro di noi e aspettano solo una scintilla per fare accendere la miccia della nostalgia.
Cercare nuove emozioni è una cosa altrettanto giusta e naturale, però l'essere umano per sua natura, è portato a seguire le cose sicure nella vita, sentimenti già provati, sensazioni già vissute come in un imprinting.
Sfido ognuno di voi, essenzialmente innamorato della pizza ad entrare in un ristorante con l'idea di mangiare qualsiasi altra cosa, una volta sentito il profumo della pizza a non perdere quasi completamente la testa e non ordinarne una.
Può essere considerato un esempio del cavolo, ma è un esempio semplice perchè questa cosa è semplice, quando siamo in difficoltà specialmente, vogliamo qualcosa di sicuro che gi conosciamo, di cui ci possiamo fidare, che sia una persona come un amico, o che sia una emozione con una persona che è nel nostro passato.
Certo, non dovrebbe essere così e su questo sono più che d'accordo...
Mi piacerebbe dire che siamo persone portate alla ricerca e alla scoperta dell'ignoto, all'avventura, a lasciare tutto alle spalle e partire, viaggiare senza guardarsi indietro.
Ma la verità è che anche quando partiamo per un colpo di sana follia, siamo dei viaggiatori che portano nello zaino le foto di casa.
Bella domanda, a cui sarebbe altrettanto bello dare una risposta. Ci proverò...
Una relazione passata, lunga o breve che sia, lascia dentro di noi centinaia se non migliaia di ricordi e sensazioni. Poco importa come sia finita, per colpa di chi e con quali modalità.
Tutto questo è presente dentro di noi, anche se non ce ne accorgiamo. Non appena si ripresenta la situazione, noi siam per forza di cose riportati a quelle sensazioni e a quei pensieri, perchè sono sensazioni che ci mancano, per forza di cose...come quando entriamo in una casa che conosciamo, o la nostra stessa casa anche se siamo stati lontani per molto tempo, le sensazioni che sentiamo sono quelle, sono dentro di noi e sono pronte ad esplodere in noi ogni volta.
Poco importa se siamo andati via di casa perchè non ce la facevamo più, non l'abbiamo mai sopportata più di tanto in fondo magari, però quelle sensazioni sono dentro di noi e aspettano solo una scintilla per fare accendere la miccia della nostalgia.
Cercare nuove emozioni è una cosa altrettanto giusta e naturale, però l'essere umano per sua natura, è portato a seguire le cose sicure nella vita, sentimenti già provati, sensazioni già vissute come in un imprinting.
Sfido ognuno di voi, essenzialmente innamorato della pizza ad entrare in un ristorante con l'idea di mangiare qualsiasi altra cosa, una volta sentito il profumo della pizza a non perdere quasi completamente la testa e non ordinarne una.
Può essere considerato un esempio del cavolo, ma è un esempio semplice perchè questa cosa è semplice, quando siamo in difficoltà specialmente, vogliamo qualcosa di sicuro che gi conosciamo, di cui ci possiamo fidare, che sia una persona come un amico, o che sia una emozione con una persona che è nel nostro passato.
Certo, non dovrebbe essere così e su questo sono più che d'accordo...
Mi piacerebbe dire che siamo persone portate alla ricerca e alla scoperta dell'ignoto, all'avventura, a lasciare tutto alle spalle e partire, viaggiare senza guardarsi indietro.
Ma la verità è che anche quando partiamo per un colpo di sana follia, siamo dei viaggiatori che portano nello zaino le foto di casa.
giovedì 22 ottobre 2009
Le fantasie non devono essere mai realistiche, poichè nel momento che otteniamo ciò che cerchiamo, non lo vogliamo, non possiamo volerlo più.
Per poter continuare ad esistere, il desiderio deve avere i suoi oggetti eternamente assenti.
Non è quella cosa che noi vogliamo, ma la fantasia di quella cosa, quindi il desiderio alimenta solo fantasie utopistiche.
Noi siamo veramente felici solo quando sogniamo ad occhi aperti la futura felicità, o perchè diciamo vale più la caccia che la preda, o sta attento a quello che desideri, non perchè lo otterrai, ma perchè sei destinato a non volerlo più una volta ottenuto.
Quindi l'insegnamento di Lacanne è che vivere secondo i desideri non vi renderà mai felici, per essere pienamente umani bisogna cercare di vivere secondo le nostre idee e i nostri ideali, non certo misurando la vita in base a quanto avete raggiunto di quello che desideravate ma in base ai piccoli momenti di integrità, compassione, razionalità a volte anche di sacrificio, perchè alla fine se vogliamo veramente misurare il significato della nostra vita dobbiamo dare valore alla vita degli altri.
"The life of David Gale"
Per poter continuare ad esistere, il desiderio deve avere i suoi oggetti eternamente assenti.
Non è quella cosa che noi vogliamo, ma la fantasia di quella cosa, quindi il desiderio alimenta solo fantasie utopistiche.
Noi siamo veramente felici solo quando sogniamo ad occhi aperti la futura felicità, o perchè diciamo vale più la caccia che la preda, o sta attento a quello che desideri, non perchè lo otterrai, ma perchè sei destinato a non volerlo più una volta ottenuto.
Quindi l'insegnamento di Lacanne è che vivere secondo i desideri non vi renderà mai felici, per essere pienamente umani bisogna cercare di vivere secondo le nostre idee e i nostri ideali, non certo misurando la vita in base a quanto avete raggiunto di quello che desideravate ma in base ai piccoli momenti di integrità, compassione, razionalità a volte anche di sacrificio, perchè alla fine se vogliamo veramente misurare il significato della nostra vita dobbiamo dare valore alla vita degli altri.
"The life of David Gale"
giovedì 8 ottobre 2009
martedì 6 ottobre 2009
Il pittore di silenzi
Il silenzio è sempre lo stesso, se sei in un posto abbastanza tranquillo..abbastanza abbandonato...abbastanza in pace con il resto che lo circonda, allora puoi sentirlo...il silenzio.
E' lì che ti aspetta, che ti guarda e si chiede come fai a stare senza di esso...e in ogni posto dove andrai e lo troverai, lo sentirai uguale perchè lui non cambia mai.
Sarebbe bello se il silenzio fosse sempre così, ma il silenzio delle persone non è mai uguale, non è mai simile a se stesso, non ha mai lo stesso significato.
Metti due persone in silenzio davanti a te, e vedrai che è impossibile che ti facciano sentire lo stesso silenzio, ognuno avrà il proprio.
Ogni silenzio è un pò come una tavola di colori, più o meno accesi, più o meno spenti..più o meno colori...sono lì sulla tavolozza della nostra mano, e sta a noi usare il pennello che abbiamo a disposizione, cioè il nostro cervello, per dipingere quello che vogliamo.
Quando una persona non parla, non si fa sentire, sta alla nostra immaginazione dipingere quello che vogliamo...nessun silenzio per cui sarà uguale, e lo stesso silenzio sarà diverso all'interpretazione di più persone.
Sono stato abituato fin da bambino a dipingere sempre splendidi quadri, oserei dire affreschi...del tipo, "il silenzio di tuo padre non è come sembra, sarà impegnato, non si sentirà bene, ma sono sicuro che vorrebbe farsi sentire..." io non ho mai messo in dubbio niente, per cui i miei colori li ho sempre messi sulla tela andando ad immaginare splendidi tramonti...capendo però che non erano reali, ma era quello che volevo vedere.
Per cui io nel silenzio non mi sento a disagio, anzi...mi tranquillizzo...mi sento protetto.
Io so che il silenzio non può farmi male, perchè me lo sta già facendo.
So che il silenzio fa male anche a coloro che ne fanno uso, è una cosa che logora da dentro, è qualcosa che non te ne accorgi, ma ti scava come un ruscello scava la pietra.
Io dipingo i silenzi, perchè ne sono il pittore e non potrei farne senza.
E' lì che ti aspetta, che ti guarda e si chiede come fai a stare senza di esso...e in ogni posto dove andrai e lo troverai, lo sentirai uguale perchè lui non cambia mai.
Sarebbe bello se il silenzio fosse sempre così, ma il silenzio delle persone non è mai uguale, non è mai simile a se stesso, non ha mai lo stesso significato.
Metti due persone in silenzio davanti a te, e vedrai che è impossibile che ti facciano sentire lo stesso silenzio, ognuno avrà il proprio.
Ogni silenzio è un pò come una tavola di colori, più o meno accesi, più o meno spenti..più o meno colori...sono lì sulla tavolozza della nostra mano, e sta a noi usare il pennello che abbiamo a disposizione, cioè il nostro cervello, per dipingere quello che vogliamo.
Quando una persona non parla, non si fa sentire, sta alla nostra immaginazione dipingere quello che vogliamo...nessun silenzio per cui sarà uguale, e lo stesso silenzio sarà diverso all'interpretazione di più persone.
Sono stato abituato fin da bambino a dipingere sempre splendidi quadri, oserei dire affreschi...del tipo, "il silenzio di tuo padre non è come sembra, sarà impegnato, non si sentirà bene, ma sono sicuro che vorrebbe farsi sentire..." io non ho mai messo in dubbio niente, per cui i miei colori li ho sempre messi sulla tela andando ad immaginare splendidi tramonti...capendo però che non erano reali, ma era quello che volevo vedere.
Per cui io nel silenzio non mi sento a disagio, anzi...mi tranquillizzo...mi sento protetto.
Io so che il silenzio non può farmi male, perchè me lo sta già facendo.
So che il silenzio fa male anche a coloro che ne fanno uso, è una cosa che logora da dentro, è qualcosa che non te ne accorgi, ma ti scava come un ruscello scava la pietra.
Io dipingo i silenzi, perchè ne sono il pittore e non potrei farne senza.
lunedì 5 ottobre 2009
domenica 27 settembre 2009
so you think you can tell
Non credo si tratti di parlare lingue diverse, anche perchè non si parla mai...non so se si tratti di sentire qualcosa di diverso, anche perchè nessuna persona prova la stessa di un'altra.
Si dice che una persona possa veramente rialzarsi solo se ha toccato il fondo, ma se una volta toccato il fondo ci sedessimo a guardare cosa abbiamo attorno?!
Rimanere delusi è una cosa normale, capita spesso se non tutti i giorni, e questo personalmente non mi ha mai fatto paura, è quando smettiamo di credere nei sogni che dovremmo preoccuparci...e io lo sono.
Ti guardi in faccia e capisci che non sarà mai più come prima, anzi, che non sarà mai più...e a quel punto ti siedi.
Andare avanti non è difficile, andare avanti nel modo in cui vorrei io è però praticamente impossibile. Sei carino? simpatico? spigliato? ma cosa pensi possa importare?
se hai un bel visino e un bel fisico nessuno guarderà mai il resto, e allora chi mai mi amerà? perchè io come molti altri non siamo quello che vedete, il nostro corpo non è cosa nostra...è quello che sta sotto che bisogna amare, è quello che ci rappresenta.
Ma ci vuole una grande voglia per guardare quello e non il resto.
Io non credo mai che si tratti di perdere qualcuno, non è quello che fa male...è perdere quel qualcosa che ti colpisce.
Di essere superficiali sono capaci tutti, di rispondere ad un messaggio sai cosa ci vuole, di farsi vedere presenti nelle occasioni speciali...che senso ha se poi si è assenti sempre.
credo che quando ti trovi una persona priva di sensi tra le braccia tu possa vedere la sua anima, e che una parte della sua va a fondersi con la tua, credo sia per questo che mi sento svuotato...l'altra parte non c'è più.
Si dice che una persona possa veramente rialzarsi solo se ha toccato il fondo, ma se una volta toccato il fondo ci sedessimo a guardare cosa abbiamo attorno?!
Rimanere delusi è una cosa normale, capita spesso se non tutti i giorni, e questo personalmente non mi ha mai fatto paura, è quando smettiamo di credere nei sogni che dovremmo preoccuparci...e io lo sono.
Ti guardi in faccia e capisci che non sarà mai più come prima, anzi, che non sarà mai più...e a quel punto ti siedi.
Andare avanti non è difficile, andare avanti nel modo in cui vorrei io è però praticamente impossibile. Sei carino? simpatico? spigliato? ma cosa pensi possa importare?
se hai un bel visino e un bel fisico nessuno guarderà mai il resto, e allora chi mai mi amerà? perchè io come molti altri non siamo quello che vedete, il nostro corpo non è cosa nostra...è quello che sta sotto che bisogna amare, è quello che ci rappresenta.
Ma ci vuole una grande voglia per guardare quello e non il resto.
Io non credo mai che si tratti di perdere qualcuno, non è quello che fa male...è perdere quel qualcosa che ti colpisce.
Di essere superficiali sono capaci tutti, di rispondere ad un messaggio sai cosa ci vuole, di farsi vedere presenti nelle occasioni speciali...che senso ha se poi si è assenti sempre.
credo che quando ti trovi una persona priva di sensi tra le braccia tu possa vedere la sua anima, e che una parte della sua va a fondersi con la tua, credo sia per questo che mi sento svuotato...l'altra parte non c'è più.
domenica 13 settembre 2009
And I'm alright
Standing in the streetlights here
Is this meant for me
My time on the outside is over
We don't know how you're spending
all of your days
Knowing that love isn't here
You see the pictures
But you don't know their names
Cause love isn't here
Chorus
And I can't do this by myself
All of these problems, they're all in your head
And I can't be somebody else
You took something perfect
And painted it red
No sympathy
When shouting out is all you know
Behind your lies
I can see the secrets you don't show
We don't know how you're spending
All of your days
Knowing that love isn't here
You see the pictures
But you don't know their names
Cause love isn't here
Chorus
And I can't do this by myself
All of these problems, they're all in your head
And I can't be somebody else
You took something perfect
And painted it red
When - you took something perfect
And painted it red
You take the best things from
Then everything gets empty
That's not a world that I need
Oooh, you take the best things from me
Then everything gets empty
That's not a world that I need
Oohhhh
Chorus
And I can't do this by myself
All of these problems, they're all in your head
anekatips.com
And I can't be somebody else
You took something perfect
And painted it "red"
When - you took something perfect
And painted it red
(repeat)
You took something perfect
And painted it red
lunedì 7 settembre 2009
L'amore non è di colui che insiste di più,
non di coloro che urlano di più,
non lo vedi in chi ti regala di più,
non appartiene a chi ha più da offrire,
non è la scelta più facile, ne quella più leggera,
è la scelta più sofferta, è quella che la senti con la pancia.
L'amore vive e si nutre di altro amore,
per questo se tu non ami fino al massimo delle forze,
mai nessuno ti amerà VERAMENTE,
mai nessuno ti amerà per quello che sei
e non per quello che appari...mai nessuno ti verrà a cercare
quando farai i capricci.
L'amore per me è un bambino che porta un fiorellino ad una bambina,
e prima di farlo ci pensa mezza giornata, e una volta davanti a quella bambina con le guancie completamente rosse dalla timidezza, non sa dire altro che, sei tutto per me.
Ma ognuno ha una concezione propria dell'amore, credevo di vederla come te...ed era questa la cosa speciale...
poi mi sono accorto che non era così, o che lo era solo a momenti alternati scientificamente.
Io mi sento perso da parecchio tempo, ma uno dietro l'altro sto facendo passi per trovare la strada,
quando la troverò, dovrò ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato
e sopratutto me stesso.
Farsi venire a cercare, equivale a perdersi di nuovo, dentro ad un nuovo sentiero, che per quanto possa farti stare bene...
non sarà mai il tuo...
In bocca al lupo per sempre
non di coloro che urlano di più,
non lo vedi in chi ti regala di più,
non appartiene a chi ha più da offrire,
non è la scelta più facile, ne quella più leggera,
è la scelta più sofferta, è quella che la senti con la pancia.
L'amore vive e si nutre di altro amore,
per questo se tu non ami fino al massimo delle forze,
mai nessuno ti amerà VERAMENTE,
mai nessuno ti amerà per quello che sei
e non per quello che appari...mai nessuno ti verrà a cercare
quando farai i capricci.
L'amore per me è un bambino che porta un fiorellino ad una bambina,
e prima di farlo ci pensa mezza giornata, e una volta davanti a quella bambina con le guancie completamente rosse dalla timidezza, non sa dire altro che, sei tutto per me.
Ma ognuno ha una concezione propria dell'amore, credevo di vederla come te...ed era questa la cosa speciale...
poi mi sono accorto che non era così, o che lo era solo a momenti alternati scientificamente.
Io mi sento perso da parecchio tempo, ma uno dietro l'altro sto facendo passi per trovare la strada,
quando la troverò, dovrò ringraziare tutte le persone che mi hanno aiutato
e sopratutto me stesso.
Farsi venire a cercare, equivale a perdersi di nuovo, dentro ad un nuovo sentiero, che per quanto possa farti stare bene...
non sarà mai il tuo...
In bocca al lupo per sempre
martedì 1 settembre 2009
domenica 30 agosto 2009
If you can't say no just think about me
magari io ho la testa dura, anzi quasi sicuramente...però non riesco proprio a comprendere le persone che non sanno cosa vogliono, ma non riescono a rimanere da sole per più di 5 minuti.
cioè...tu non sai guidare sul vialetto di casa, cosa ti metti in autostrada a fare?? non capisci che puoi solo fare danni?
prima impara ad andare in bici, e poi esercitati con la moto..non mi pare una cosa così difficile da capire.
Eppure non so cosa sia, forse la paura di stare da soli, porta ad appiccicarsi a qualcuno, solo perchè magari in quel momento ci fa ridere, ci fa non pensare ad altro...ci fa non pensare a noi stessi.
Ma è sbagliatissimo...come si può amare qualcun altro se non riusciamo ad amare noi stessi?!
Poi mi ritrovo a sentire di persone che dopo 3 anni vivono le crisi, ma che crisi devono vivere se non sono neanche mai stati convinti l'uno dell'altro?? Come si può chiamare crisi?
Tu definisci "casa" anche se mancano le pareti?? No!! Allora quando viene giù, non è una casa che è crollata, ma qualcosa che non è mai stata solida, è qualcosa che era per forza destinata a cadere.
Hai voglia ad aprire il portafoglio e guardare il tuo sentimento chiuso in mezzo a due pezzi di stoffa, non è quello che ti farà crescere...guardare in faccia le proprie scelte, meditare sui propri errori e affrontarli questo fa crescere.
Scegliere e avere il coraggio di farlo senza voltarsi indietro ogni giorno è crescere...non è il tempo che ci fa crescere...siamo noi stessi !
lunedì 24 agosto 2009
A walk to remember
L'amore è sempre paziente e gentile
non è mai geloso.
L'amore non è mai presuntuoso o pieno di se
non è mai scortese od egoista
non si offende e non porta rancore.
L'amore non prova soddisfazione per i peccati degli altri
ma si delizia della verità
è sempre pronto a scusare
a dare fiducia
a sperare
e a resistere a qualsiasi tempesta.
Mi ha salvato la vita, mi ha insegnato tutto,
la vita, la speranza e il lungo viaggio che ci attende.
Mi mancherà sempre,
ma il nostro amore è come il vento, non lo vedo...ma lo percepisco.
non è mai geloso.
L'amore non è mai presuntuoso o pieno di se
non è mai scortese od egoista
non si offende e non porta rancore.
L'amore non prova soddisfazione per i peccati degli altri
ma si delizia della verità
è sempre pronto a scusare
a dare fiducia
a sperare
e a resistere a qualsiasi tempesta.
Mi ha salvato la vita, mi ha insegnato tutto,
la vita, la speranza e il lungo viaggio che ci attende.
Mi mancherà sempre,
ma il nostro amore è come il vento, non lo vedo...ma lo percepisco.
domenica 23 agosto 2009
Mi è capitato di vedere per caso un pezzo di un film che trovo molto carino, sai una di quelle frasi che non cogli mai la prima o la seconda volta che guardi un film, ma un giorno ti fermi un secondo ad ascoltare con un orecchio diverso ed è lì...
" io non ho paura che ti dimentichi di me,
ho paura che ti dimentichi di te "
Tratta dal film?!
giovedì 20 agosto 2009
Alla fine dell'oscurità c'è la luce, c'è sempre una luce...ma nell'oscurità possiamo trovarla?
...continuo a respirare profondamente, con il viso rivolto al cielo, un viso bagnato dall'acqua salata che va ad inumidirlo di tanto in tanto. Sotto di me, rocce..un mare inquieto che non ha voglia di calmarsi, non ha voglia di trovare il suo equlibrio, sempre che questo non sia il suo equilibrio. Gli occhi sono rivolti verso qualcosa che non posso vedere, ma quel qualcosa vede me e il mio sguardo di certo non lo deluderà.
Sono coscente di essere nell'oscurità, ma la luce è qui da qualche parte devo solo lasciarmi illuminare.
Ho una sola ala, e precipito da tempo, da tanto che non mi ricordo l'inizio...se mi potessero vedere, vedrebbero che sorrido, perchè so dove andrò a cadere...un mare blu, così agitato da cambiare colore per interi minuti e tramutarsi in schiuma bianca.
Con una sola ala, posso sempre galleggiare...
quando li perdiamo?quando se ne vanno?quanto valgono?
sabato 8 agosto 2009
Ci sono persone che si accontentano e altre che no, ci sono persone che vivono per sognare e altre sognano per vivere, ci sono persone che vivono la quotidianeità ma che hanno bisogno di un appiglio per andare avanti.
Un tempo pensavo che queste persone fossero ipocrite, poi guardandomi allo specchio mi sono accorto che facevo parte anche io di quella categoria.
Qual'è la differenza tra una persona che si accontenta di qualcosa di sicuro, stabile, senza trasporto e un'altra che vive prendendo quello che gli capita, ma vivendo mai in modo vero e pieno niente?!
Credo sia solo questione di dettagli ma le due cose mi sembrano abbastanza simili.
Se non ti metti in gioco, non rischi di perdere niente...e a forza di non metterti in gioco perdi la voglia e l'abitudine, fino a che ti ritrovi in una stanza di pareti costruite da te, che non ti appartengono, ma che oramai sono troppo dure da abbattere.
Poi però c'è quello che ci fa andare avanti ogni giorno, c'è un sorriso, un'immagine, un sogno...c'è quella cosa che pensiamo sempre, quella che ci fa stare su nei momenti di difficoltà, quel qualcosa di puro, per cui vale la pena di aver vissuto.
Perchè in ogni vita, per noiosa e brutta che sia, c'è spazio per una favola...e se lei fosse qui ora, e se lui fosse qui...sarebbe diverso con lui, lei capirebbe, mi sentirei più amata, mi sentirei compreso, non avremmo bisogno di parlarci perchè a noi basta uno sguardo.
E' questo quello che pensiamo, è questo che ci da respiro, che ci aiuta ad andare avanti nella vita che ci siamo scelti, non c'è niente di male in tutto questo.
Cosa costa sperare nei miracoli? Niente...ci si spera ogni tanto, perchè ci fa sentire come un principe...o principessa.
Ma mai fare l'errore di presentarsi con un cavallo bianco e il mantello azzurro al palazzo della principessa, perchè dopo pochi istanti di stupore il tutto svanirebbe...perchè un conto è la dimensione del sogno e un conto è quella della realtà.
Un principe, nel traffico quotidiano dei pensieri e problemi quotidiani che cosa ci farebbe? Ci farebbe perdere soltanto tempo...per cui in questa realtà possiamo resistere solo pochi istanti per poi svanire, e tornare nei sogni, per non perdere quella valenza di magico che altrimenti non potremmo avere.
Abbiamo bisogno di sapere che quel qualcosa c'è, da qualche parte..e che sia a portata di mano, se no vivremmo senza speranza, ma non è reale, perchè noi non vogliamo assolutamente che lo sia.
E' inutile lasciare a casa il cellulare, i messaggi nella tua testa continuano ad arrivare, e non si possono cancellare, ti accompagnano e ti consolano quando non ti guarda nessuno.
Perchè nessuno ti guarda come ti guardo io...perchè nessuno vedrà mai quello che vedo io...le favole.
song
sabato 1 agosto 2009
ʺIn questo mondo, tutto pulsa o vibra. Questo suono è unico per ogni cosa vivente o non vivente e genera in sé stessa una musica che nessuno può sentire. Musica delle Sfere è la mia interpretazione di questa teoria. Ogni pianeta ed ogni stella, persino lʹintero universo, ha al suo interno musica che nessuno può sentire, musica che suonerebbe se potesse farlo.ʺ
martedì 28 luglio 2009
Quando ho fatto il corso per assistente di volo, così, solo per provare...per fare una esperienza nuova, mi sono trovato di fronte a molte persone che avevano intrapreso la stessa strada, la mia stessa.
Solo che qualcosa ci rendeva diversi..
Ogni mattina più o meno si leggeva nei miei occhi la stanchezza, di una persona che si era svegliata presto e aveva fatto un sacco di kilometri per essere a lezione.
Non so se gli altri lo leggevano, io li riconoscevo subito le persone come me, era una cosa troppo evidente perchè io non la notassi, li vedevi dal modo di camminare, dal modo di parlare, dal modo in cui stavano attenti in classe.
La diversità tra me e le persone che ho conosciuto a quel tempo, è che loro avevano un sogno, l'aereo...il volo...il viaggiare, le nuove esperienze, loro lo avevano negli occhi. Ogni volta che ci passava una aereo sopra la testa, cioè ogni due minuti più o meno, loro erano lì con il muso alzato al cielo e nei loro occhi vedevi il sogno materializzarsi, poco contava se fosse stato reale o no.
Ho visto poi alcune di quelle persone vivere il proprio il sogno, volavo con loro, vivevo con loro ma non sognavo come loro...e ne ho viste altre andare a sbattere contro il loro sogno, perchè infondo i sogni non sempre sono come te li aspetti.
Queste persone avevano sacrificato molto, avevano lasciato le loro famiglie, i loro affetti, le persone che amavano, i loro interessi, gli amici e le loro case...perchè credevano in un sogno, lottavano per un sogno.
E io non potevo che guardarli con ammirazione, credo che questa sia stata l'esperienza più importante che ho vissuto durante questo periodo.
Vero, di persone così ce ne sono poche, lo ammetto, probabilmente non sono uno di loro.
Quanto costa un sogno?
Quanti sacrifici sei pronto a fare per un sogno?
Quanto di te stesso sei disposto a investire per questo sogno?
La verità è che spesso confondiamo i nostri sogni con semplici capricci.
Vogliamo qualcosa per il gusto di averlo, e quando l'abbiamo, a quel punto non lo vogliamo più...ma un sogno è qualcosa di più, un sogno ti fa battere il cuore...un sogno non puoi metterlo a tacere, un sogno anche se lo soffochi con mille sbagli e mille anni di silenzio, lo sentirai battere...senza capire da dove viene, e continuerai a cercarlo senza darti pace fino a che un giorno, forse un giorno più tardi di quello che il destino aveva pensato per te, ti accorgerai che il battito veniva da dentro di te.
Il tuo cos'è? Un sogno o un capriccio?
Solo che qualcosa ci rendeva diversi..
Ogni mattina più o meno si leggeva nei miei occhi la stanchezza, di una persona che si era svegliata presto e aveva fatto un sacco di kilometri per essere a lezione.
Non so se gli altri lo leggevano, io li riconoscevo subito le persone come me, era una cosa troppo evidente perchè io non la notassi, li vedevi dal modo di camminare, dal modo di parlare, dal modo in cui stavano attenti in classe.
La diversità tra me e le persone che ho conosciuto a quel tempo, è che loro avevano un sogno, l'aereo...il volo...il viaggiare, le nuove esperienze, loro lo avevano negli occhi. Ogni volta che ci passava una aereo sopra la testa, cioè ogni due minuti più o meno, loro erano lì con il muso alzato al cielo e nei loro occhi vedevi il sogno materializzarsi, poco contava se fosse stato reale o no.
Ho visto poi alcune di quelle persone vivere il proprio il sogno, volavo con loro, vivevo con loro ma non sognavo come loro...e ne ho viste altre andare a sbattere contro il loro sogno, perchè infondo i sogni non sempre sono come te li aspetti.
Queste persone avevano sacrificato molto, avevano lasciato le loro famiglie, i loro affetti, le persone che amavano, i loro interessi, gli amici e le loro case...perchè credevano in un sogno, lottavano per un sogno.
E io non potevo che guardarli con ammirazione, credo che questa sia stata l'esperienza più importante che ho vissuto durante questo periodo.
Vero, di persone così ce ne sono poche, lo ammetto, probabilmente non sono uno di loro.
Quanto costa un sogno?
Quanti sacrifici sei pronto a fare per un sogno?
Quanto di te stesso sei disposto a investire per questo sogno?
La verità è che spesso confondiamo i nostri sogni con semplici capricci.
Vogliamo qualcosa per il gusto di averlo, e quando l'abbiamo, a quel punto non lo vogliamo più...ma un sogno è qualcosa di più, un sogno ti fa battere il cuore...un sogno non puoi metterlo a tacere, un sogno anche se lo soffochi con mille sbagli e mille anni di silenzio, lo sentirai battere...senza capire da dove viene, e continuerai a cercarlo senza darti pace fino a che un giorno, forse un giorno più tardi di quello che il destino aveva pensato per te, ti accorgerai che il battito veniva da dentro di te.
Il tuo cos'è? Un sogno o un capriccio?
domenica 26 luglio 2009
Canzone per me...
Se solo si riuscisse ad apprezzare, a condividere, a far comprendere...sarebbe veramente bello. Si scoprirebbe che ha anche un fascino, un sapore e un significato come poche altre cose al mondo.
Invece non lo si apprezza, bisogna per forza fare il contrario, perchè ci fa paura, ci lascia con noi stessi, ci da tempo di centrarci, di capire che cosa siamo e che cosa vogliamo...e anche non fosse ci da tempo per noi stessi, tempo di qualità, tempo di sognare anche qualcosa che non potremmo mai avere.
Perchè odiate così tanto il silenzio? Io lo cerco fino all'esasperazione, non vedo l'ora ogni volta...mi sento come un colletto bianco che è costretto a lavorare nel cuore della metropoli che conta i minuti che lo separano al week end, quando prenderà la macchina, arriverà alla spiaggia più vicina e senza neanche togliersi i pantaloni eleganti, si sfilerà solo le scarpe e le calze e camminando sulla spiaggia, assaporando ogni singolo granello di sabbia tra le dita, punterà l'acqua e quando i suoi piedi saranno completamente bagnati potrà finalmente respirare a polmoni aperti...e quei 5 giorni di lavoro saranno dimenticati, perchè conta solo quel momento.
Questo è per me il silenzio, non pretendo che mi capiscano, il silenzio mi coccola e io voglio sentirmi coccolato, se non sapete cosa sono i baci dell'orso non potete capire...e forse è per questo che non mi capite.
Sono come tutti voi, ma forse un pò troppo diverso da tutti voi...la banalità non fa per me, la costante ricerca dello straordinario mi guida...
e voi, avete ritrovato quel qualcosa di straordinario che avevo smarrito?!
sabato 11 luglio 2009
Certe volte impari la sottile differenza..
...alla fine mi piace pensare che siamo tutti dei bimbi vestiti da adulti, a volte neanche quello...tutti indifferentemente.
La maggior parte delle decisioni che prendiamo sono uniche, non ci capitano mai situazioni uguali, quindi come i bambini scegliamo un pò dove ci porta l'istinto, o il cuore o il cervello...in una amalgama senza senso. Come quando chiedi ad un bambino perchè preferisce un giocattolo ad un altro, cosa vuoi che ti risponda?
E' più nuovo...è più bello...è più colorato... non sempre bisogna dare senso anche a ciò che non ne ha.
Così noi, invecchiamo dentro ai nostri corpi di bambini, ma le cose non cambiano di molto, non riusciamo a dare un senso alle nostre azioni, alle nostre decisioni, e nel momento in cui pensiamo di aver trovato un senso, ci accorgiamo che non era quello che volevamo, o almeno non ne siamo più così sicuri.
Quante volte ci sforziamo di fare un passi avanti e come il fantomatico ballo del pinguino ci ritroviamo per farne due nella direzione opposta, capita...più che spesso, e io non so se la colpa sia nostra o se si possa veramente pensare ad una colpa.
Siamo fatti di fragilità, insicurezze e scheletri negli armadi, tutti indistintamente...ci sono alcuni di noi che non riescono a nasconderne mezze, e quelli che sembrano forti sono solo riusciti a sotterrarle meglio, ma vi assicuro che una volta affiorate nulla sarà più come prima.
*************************************************************************************
Quando guardiamo una persona che conosciamo, a noi sembra sempre la stessa persona, anche se è cambiata in modo drastico, noi vediamo quello che sappiamo di aver già visto ed è questo che ci da sicurezza, il fatto di sapere cosa abbiamo davanti.
Ma se riflettiamo su noi stessi ci accorgiamo che noi non siamo MAI la stessa persona, cambiamo anche con il trascorrere di qualche minuto, non siamo mai gli stessi.
Ad una parte di noi stessi può piacere una situazione che un'altra parte di noi odia con tutto il cuore, una parte di noi è esuberante ed estremamente aperta mentre un'altra parte può essere introversa e schiva...ma siamo sempre la stessa persona, giusto!? Quindi come facciamo a sapere chi realmente ci troviamo davanti? La risposta è che non possiamo saperlo, ma non si tratta mai della stessa persona, questo è il brutto o forse il bello della vita...nulla è scontato, e quello che diamo per scontato, se scaviamo nella verità è ben lontano dall'esserlo.
Poi basta un'occhiata al cielo di notte, uno scorcio di luna stanca che traspare dalle nuvole per renderti conto che il pinguino...sei proprio tu!
La maggior parte delle decisioni che prendiamo sono uniche, non ci capitano mai situazioni uguali, quindi come i bambini scegliamo un pò dove ci porta l'istinto, o il cuore o il cervello...in una amalgama senza senso. Come quando chiedi ad un bambino perchè preferisce un giocattolo ad un altro, cosa vuoi che ti risponda?
E' più nuovo...è più bello...è più colorato... non sempre bisogna dare senso anche a ciò che non ne ha.
Così noi, invecchiamo dentro ai nostri corpi di bambini, ma le cose non cambiano di molto, non riusciamo a dare un senso alle nostre azioni, alle nostre decisioni, e nel momento in cui pensiamo di aver trovato un senso, ci accorgiamo che non era quello che volevamo, o almeno non ne siamo più così sicuri.
Quante volte ci sforziamo di fare un passi avanti e come il fantomatico ballo del pinguino ci ritroviamo per farne due nella direzione opposta, capita...più che spesso, e io non so se la colpa sia nostra o se si possa veramente pensare ad una colpa.
Siamo fatti di fragilità, insicurezze e scheletri negli armadi, tutti indistintamente...ci sono alcuni di noi che non riescono a nasconderne mezze, e quelli che sembrano forti sono solo riusciti a sotterrarle meglio, ma vi assicuro che una volta affiorate nulla sarà più come prima.
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Quando guardiamo una persona che conosciamo, a noi sembra sempre la stessa persona, anche se è cambiata in modo drastico, noi vediamo quello che sappiamo di aver già visto ed è questo che ci da sicurezza, il fatto di sapere cosa abbiamo davanti.
Ma se riflettiamo su noi stessi ci accorgiamo che noi non siamo MAI la stessa persona, cambiamo anche con il trascorrere di qualche minuto, non siamo mai gli stessi.
Ad una parte di noi stessi può piacere una situazione che un'altra parte di noi odia con tutto il cuore, una parte di noi è esuberante ed estremamente aperta mentre un'altra parte può essere introversa e schiva...ma siamo sempre la stessa persona, giusto!? Quindi come facciamo a sapere chi realmente ci troviamo davanti? La risposta è che non possiamo saperlo, ma non si tratta mai della stessa persona, questo è il brutto o forse il bello della vita...nulla è scontato, e quello che diamo per scontato, se scaviamo nella verità è ben lontano dall'esserlo.
Poi basta un'occhiata al cielo di notte, uno scorcio di luna stanca che traspare dalle nuvole per renderti conto che il pinguino...sei proprio tu!
mercoledì 1 luglio 2009
Fantasmi
Quante volte abbiamo avuto la sensazione, che qualcosa o qualcuno ci stesse guardando?
Ci stesse anche sfiorando, accarezzando e pensando molto intensamente.
Capita...non so il perchè ma capita.
Solitamente ci focalizziamo sul pensiero di persone che non ci sono più, che sono venute a mancare, ma esisto anche altri tipi di fantasmi, e sono molto più comuni.
Quando senti che attorno a te c'è quella sensazione che eri abituato a sentire qualche tempo addietro, un profumo, un vestito...qualcosa certa di comunicarti una sensazione.
Cammini scontrandosi con chiunque aspettando quel momento in cui il fantasma si presenterà, con le sue parvenze oppure con altre, ma tu sai che è lì, sai che ti gira intorno, non è una cosa che puoi spiegare.
Certe cose credo non ti lascino mai, perchè fanno parte di te, di quello che sei e che forse un giorno sarai, mi sento molto più solo in una tavola piena di gente che parla tra di loro a voce troppo alta, che non camminando da solo e svoltando gli angoli, aspettando il mio fantasma che so di dover affrontare, pur sapendo di non essere pronto per farlo...ma non scegliamo mai noi quando è il momento, giusto?
...ti guardo...
"Quello che pensiamo non ha solo il dominio sul nostro corpo ma ha anche il dominio sulle nostre emozioni e quindi sulla nostra vita. Molte delle cose che non riusciamo a fare sono solo cose che non sappiamo di poter fare, né tanto meno sappiamo come farle.
E' per questo che dobbiamo essere più grandi di ciò che pensiamo.
Consideriamo molte cose fuori dalla nostra portata ma la verità è che l'unica cosa da cui siamo fuori portata è la vastità della nostra portata con tutte le sue illimitate potenzialità!
Consapevolezza ed energia creano la natura della realtà. Ciò che pensiamo costituisce la nostra vita.
Se sorvegliamo i nostri pensieri i nostri pensieri sorveglieranno noi. La realtà che tanto bramiamo non ci pioverà dal cielo senza un investimento da parte nostra. Se i sogni in termini di "obiettivi" non vengono visualizzati e focalizzati ogni giorno dalla nostra mente non diventeranno mai la legge della manifestazione.
In Realtà non esiste nessun confine se non quello che noi stessi ci poniamo quando razionalizziamo il pensiero perché ogni cosa non è altro che "la contemplazione e la realizzazione della realtà ad ogni livello di esistenza."
Quando analizziamo e razionalizziamo qualcosa che ha del "miracoloso", questo perde tutta la sua bellezza, tutta la sua mistica, tutta la sua sostanza e tutta la sua forza. In altri termini, è come se nel tentativo di afferrarlo e osservarlo analizzandolo, si sgretolasse completamente. Invece, al contrario, quando il conseguimento di qualunque obbiettivo è considerato la cosa più normale del mondo e diviene quindi un "pensiero comune", le cose cambiano completamente e senza capire in che modo sta avvenendo, semplicemente questo avviene e basta.
Chiesero ad un millepiedi come facesse a camminare su tutti i suoi piedi senza mai inciampare e quando si mise a pensarci sopra per dare una risposta, inciampò!
L'immaginazione, tanto bistrattata in questo mondo, è l'ossigeno della creatività. L'arte dell'immaginazione è la strada attraverso la quale la realtà viene creata spontaneamente. Ogni cultura esistente, non è comparsa dal nulla, è stata creata da una filosofia o da un sogno. Sono state create da un immaginazione intenzionale fortemente "desiderato". In realtà, tutte le cose esistenti prima di manifestarsi, sono state concepite da un'idea, da un sogno.
La verità è che tutti hanno sogni e desideri nel cassetto ma pochi hanno la "passione" per realizzarli. La passione è quell'instancabile desiderio di mantenere al centro della propria consapevolezza e di riuscire, nonostante tutto, a non rinunciare al proprio sogno. Quella passione è il motore primario senza la quale non accade nulla ed è per questo che prevale e si riconferma ogni giorno quel nulla nella maggior parte delle vite. La rassegnazione subentra quando manca o sfuma la passione verso il conseguimento di quel sogno. La passione è il polmone della Vita, ma la voglia di Vivere pretende la sua affermazione!"
lunedì 22 giugno 2009
Era tempo ormai che lo seguiva in ogni suo passo, gli sembrava passato un secondo da quando lo incontrò per strada la prima volta e non riuscì più a staccarsi da lui.
non sapeva dire cosa di preciso lo incuriosiva di quella figura, non era sicuramente il suo viso, la sua bocca o i suoi occhi perchè non li aveva mai visti...
quello che poteva vedere era solo il suo mantello, dall'orlo perfettamente cucito fino al suo capuccio così sottile ma così scuro, dal quale non riusciva in nessuna occasione a scorgere un lineamento, neanche un capello.
non vedeva quell'uomo ma riusciva ad avere la sua stessa visuale, ogni immagine passata ai suoi occhi lui la vedeva e percepiva le sue sensazioni.
una volta stette nascosto dietro qualche cespuglio a guardarlo ammirare il cielo durante un diluvio, l'acqua grondava sul mantello e scivola via senza impregnarlo in nessuna sua parte.
stette fermo seduto su quella panchina fino a che non spiovve e rimase ancora ad ammirare il cielo che si apriva e che piano piano diventava sempre più azzurro.
lo vedeva da tempo soffermarsi sulle cose più strane, sulle cose più insignificanti, quelle che non notava nessuno, si incantava e rimaneva fisso per interi minuti..una volta lo sorprese fisso su una coppia che stava litigando in modo furibondo, e per la prima volta osservò una goccia scendere da sotto il suo cappuccio nero.
non poteva dire se era un goccia di pioggia o una goccia di sofferenza persa dai suoi occhi, chinò la testa quando vide la coppia allontanarsi ognuno nella propria direzione e continuò a camminare.
erano oramai anni che lo seguiva e non ne poteva più, avrebbe voluto lasciare perdere quella strana figura che rincorreva da una vita ma non riusciva, tutte le sue forze non bastavano...non ne poteva fare a meno.
il passo dell'uomo si fece sempre più pesante, come se il suo mantello piano piano lo stesse divorando, come se il mantello lo stesse schiacciando alla terra, l'ultima volta che lo vide guardare qualcosa si era soffermato su una bambina.
avrà avuto non più di quattro anni, si inginocchiò alla vista di quel piccolo essere angelico. Aveva gli occhi di un blu, che non si poteva trovare se non a migliaia di metri di profondità, le guancie erano arrossate, e il suo sorriso riusciva ad illuminare tutto il parco, quel sorriso particolare, un sorriso storto, non perfetto ma molto simpatico era impossibile da non vedere.
I suoi capelli castano chiaro, erano lunghi fino alle spalle e volteggiavano nell'aria inseguendo delle linee immaginarie che componevano versi così melodici da far commuovere gli angeli.
Gli occhi della bambina incrociarono quelli dell'uomo misterioso, rimasero qualche secondo ad osservarsi, come se si stessero aspettando da una vita.
La bambina sorridendo lo guardò avvicinando le mani al suo volto e baciandogli la guancia gli sussurrò... "ti perdono" e poi la bambina svanì nel nulla.
Non seppe più resistere e sbucò fuori dai cespugli per andare a vedere cosa stesse succendendo all'uomo col mantello, lo trovò ancora in ginocchio con la testa inclinata di lato, gli si mise davanti e quello che vide lo lasciò di stucco.
Vide se stesso, con il viso segnato dalle lacrime.
martedì 9 giugno 2009
Era uno come tanti, non amava svettare ne apparire più di tanto, aveva un indole buona se così si può dire...
era una di quelle persone che appena trovano una persona anziana si mettono a parlare e a farsi raccontare le storie più incredibili o anche le più insignificanti.
Aveva un cuore grande, questo è fuori dubbio...non sapeva controllarlo, non vedeva l'ora che si gonfiasse e si riempisse di quello che vedeva e viveva.
Forse è per questo che compiva buona azioni quasi quotidianamente, non per essere buono ma per una sorta di dipendenza, allo stesso modo riusciva a percepire incredibilmente il dolore altrui, gli sarebbe piaciuto controllare questa cosa ma non poteva...la sofferenza gli veniva trasferita come se vedesse passare davanti ai propri occhi tutte le sfortune delle persone che incontrava.
Viveva così giorno dopo giorno, riempiendo e svuotando il suo cuore, senza possibilità di alcun controllo, fino a quando un piccolo grande uomo con i capelli diretti verso il cielo gli fece un regalo..un regalo a cui lui non seppe dire no.
Una tuta, lui amava le tute, la comodità era fondamentale nella sua vita, ma questa era particolare ---era una tuta d'odio---
già cos'è una tuta d'odio?!
Non è una cosa che si può spiegare o per lo meno non lo si può fare in modo chiaro... resta il fatto che lui la provò e non se ne seppe più liberare.
La indossava e lo proteggeva, come una coperta calda in una serata gelida con fuori il vento a soffiare contro le finestre.
non sentiva più niente, il suo cuore non si gonfiava più e sopratutto non soffriva più.
La continuò ad indossare, ma ad un certo momento si rese conto che stava cambiando qualcosa... sotto quella calda tuta, la sua pelle cambiava, le sue sembianze mutavano...tutto ciò che all'interno lo proteggeva lo stava divorando, solo che non seppe resistere era più forte di lui...
continuava a ripetersi, non voglio soffrire, non ce la faccio più a vedere quelle immagini passarmi davanti agli occhi.
Non soffrì mai più infatti, si spense nell'odio come le stelle si spengono in cielo, senza che nessuno se ne accorse.
Arrivò ad essere quello che non era mai stato e mai avrebbe voluto essere..diventò come tutti gli altri, senza riconoscersi più neanche allo specchio.
Solo qualche volta guardando la sua ombra aveva l'impressione di essere una persona speciale, ma durava solo per qualche attimo, poi si convinceva di essere uguale a tutti gli altri.
giovedì 4 giugno 2009
"Nonno perchè gli uomini combattono?"
Il vecchio, gli occhi rivolti al sole calante, al giorno che stava perdendo la sua battaglia con la notte, parlò con voce calma.
"Ogni uomo prima o poi è chiamato a farlo. Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perchè lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi."
"Quali lupi, nonno?"
"Quelli che ognuno porta dentro di sè."
Il bambino non riusciva a ca pire. Attese che il nonno rompesse l'attimo di silenzio che aveva lasciato cadere fra loro, forse per accendere la sua curiosità. Infine, il vecchio che aveva dentro di sè la saggezza del tempo riprese con il suo tono calmo.
"Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo."
Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.
"E l'altro?"
"L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede."
Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.
"E quale lupo vince?"
Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti.
"Quello che nutri di più."
"Ogni uomo prima o poi è chiamato a farlo. Per ogni uomo c'è sempre una battaglia che aspetta di essere combattuta, da vincere o da perdere. Perchè lo scontro più feroce è quello che avviene fra i due lupi."
"Quali lupi, nonno?"
"Quelli che ognuno porta dentro di sè."
Il bambino non
"Ci sono due lupi in ognuno di noi. Uno è cattivo e vive di odio, gelosia, invidia, risentimento, falso orgoglio, bugie, egoismo."
Il vecchio fece di nuovo una pausa, questa volta per dargli modo di capire quello che aveva appena detto.
"L'altro è il lupo buono. Vive di pace, amore, speranza, generosità, compassione, umiltà e fede."
Il bambino rimase a pensare un istante a quello che il nonno gli aveva appena raccontato. Poi diede voce alla sua curiosità e al suo pensiero.
"E quale lupo
Il vecchio Cherokee si girò a guardarlo e rispose con occhi puliti.
"Quello che nutri di più."
domenica 24 maggio 2009
martedì 19 maggio 2009
leave me paralyzed, love...
Non pensare mai qualcosa che non vuoi che accada...se no poi finisce che si realizza.
Aggiungerei che se si realizzasse, poi non faresti a meno di pensarci.
Ci sono così tanti momenti nell'arco di una giornata, figuriamoci nell'arco di un anno, senza poi pensare a quelli di una vita.
Non gli dai importanza, un sorriso, una pacca sulla spalla..una frase senza importanza, non sai quando potrai avere occasione di rimediare, non sai se potrai mai veramente rimediare.
Vivi qualcosa senza renderti conto del vero significato, perchè non ha significato magari mentre lo stai vivendo. Pensi di fare qualcosa per spiccare e non ti rendi conto che magari stai solo aiutando qualcun'altro a spiccare al posto tuo.
Pensi che stai facendo qualcosa di buono, mentre invece stai permettendo a qualcuno di fare l'esatto contrario. Sono cose che non puoi sapere a priori, ma solo a posteriori.
Un grande quadro nel quale si sta dipingendo qualcosa di cui non sei a conoscenza, tu sei solo una parte del più grande disegno, magari nella tua zona c'è un bel sole e tutto il verde intorno è in fiore, ma dall'altra parte il paesaggio è in fuoco e tutto sta andando in distruzione, ma tu sei nel tuo piccolo angolo e non sai niente, vivi bene senza renderti conto di quello che gli spettatori vedono da tempo.
E' questo il patto...non sappiamo quello che accadrà...e non sappiamo cosa frulla in testa alle altre persone, e non lo sapremmo mai anche se ce lo dovessero dire, perchè nel momento in cui ce l'hanno detto è cambiato nell'istante stesso.
Hai voglia a fidarti di amici...di amori..di passanti...di benpensanti.
Hai voglia a fidarti di te stesso...
Ieri ti sentivi sfortunato? Sfortunato...è solo il metro di paragone per le persone fortunate. Magari ieri eri annoiato e con qualche particolare sensazione nella testa, e poi oggi ti capita di tutto. Allora solo quando ti capita capisci che ieri eri fortunato e che oggi non lo sei più.
La maggior parte delle volte quello che i nostri occhi vedono è la verità, è quello che non vorremmo vedere, è quello a cui il nostro cervello da una dannata logica che ne offusca il significato per trasformarlo in qualcosa di completamente sensato...ma non vero!!
Solo di fronte alla realtà nuda e cruda vediamo di cosa siamo fatti e di cosa sono fatte le altre persone.
Quante energie che si inseguono e si rincorrono in giro per il globo, basta mandare in giro energie futili, è arrivato il momento di concentrarle su qualcosa di vero...magari non di bello...non tanto affascinante...ma sicuramente qualcosa per cui valga la pena soffrire.
Perchè è di questo che si parla, le sofferenze ti rendono quello che sei, ti modellano come uno scalpello sul legno...ma alla fine di ogni scalpellata la domanda che ti poni sempre e poi sempre e ancora sempre è..."ne è valsa la pena?"
Quando guardi i tuoi incubi peggiori in faccia devi renderti conto che è un giorno importante per te, è il giorno in cui dovrai decidere...ti arrendi o alzi la testa e lo guardi negli occhi?!
"Ciao, ti stavo aspettando da tempo..e non mi fai paura, che io ti abbia creato o no, questo non mi importa, voglio solo che tu sappia che tu non farai altro che rendermi più forte! Ti saluto e ti dico solo... mi dispiace per te. Ma non mi fai paura, mi fai solo impressione, perchè rappresenti l'insostenibile pochezza dell'essere"
Ritorno al mio quadro, in mezzo a campi fioriti, aspetterò il fuoco e le fiamme con il sorriso sul viso..perchè è così che deve essere, e non guardatemi male sto solo sognando guardando la luna e pensando alle poesie d'amore di Pablo Neruda.
Un saluto a tutti coloro che hanno scelto di leggermi.
"Ho amato alla follia, ma ciò che gli altri chiamano follia per me è il solo modo di amare" Francoise Sagan
domenica 3 maggio 2009
Alcuni pensano sia semplice accendere un fuoco, della carta, qualche ramo, possibilmente non impregnato di umidità e il gioco è fatto...se poi non si accende, c'è sempre l'alcol e la diavolina.
Ma non funziona così, tutto ha una sua posizione...la carta va messa in un determinato modo, i legnetti più piccoli stanno sopra la carta e immediatamente dopo ci saranno quelli più grandi, l'aria è importante, va lasciata aria...spazio per respirare al fuoco, se no è tutto sprecato, viene soffocato ancora prima di essere acceso.
Durante le prime frasi le scintille si propagano dal basso verso l'alto, e in breve tempo il fuoco ha circondato tutto fino a toccare la legna più grande, e quando questa infine brucia hai raggiunto lo scopo, sarà quella che terrà vivo il fuoco.
Quando il tutto finisce non rimane più molto, solo cenere che va a ricoprire ancora i tizzoni ardenti che vengono soffocati, tutto sembra morto..finito..eppure basta un soffio di vento per scoprire quello che c'è ancora sotto, che era solo nascosto.
E' buffo come tutto quel calore, quel rumore, le scintille e la luce che inebriava sparisca in un niente e in maniera così docile e quieta, senza un sussulto, senza un ultimo grido o un'ultima carezza di luce. Come se fosse stanco di vivere e di esistere si spegne perchè non serve più, non da più gioia agli occhi di chi ne godeva.
Le distanze di sicurezza sono la nostra assicurazione, ci sono quelle che ci danno gli altri, quelle che diamo agli altri e sopratutto quelle che diamo a noi stessi.
Sono fondamentali per noi stessi, servono per farci vivere meglio, per non farci del male o farne ad altri.
Come si fanno a conoscere le cose dalle quali stare distanti? Bè, bisogna prima sbatterci sopra, farsi male, soffrire...se no non lo sapremmo mai.
Proprio in mezzo a queste distanze di sicurezza nascono mondi paralleli, nei quali non riusciamo a vivere, tranne che nei sogni, quelli con un brusco risveglio alle 5 del mattino, pensando si essere stati catapultati in una di quelle realtà che le nostre distanze hanno costruito.
giovedì 23 aprile 2009
La difesa e gli specchi
Come sportivo so che le partite più belle sono quelle giocate a viso aperto, quando punti tutto sui tuoi punti di forza e non ti focalizzi troppo sulle tue lacune. Anche se uno non dovesse essere uno sportivo penso però che troverebbe le partite estremamente noiose o monotone tutte quelle che si basano e puntano tutto sulla difesa.
Non si impara certo oggi che quando una squadra gioca a suo modo e vince una partita, l'errore più grosso che possa fare è quello di mettersi sulla difensiva..è il modo migliore per buttare tutto all'aria.
In fondo è solo una stupida metafora...ma se non lo fosse?!
Viviamo in un mondo dove i rapporti personali sono governati dalla difesa.
Dovrei forse essere più chiaro..allora porterò alcuni esempi:
- non mi voglio impegnare al momento
- è un periodo un pò difficile
- sto cercando di trovare me stesso
- ho bisogno di libertà in questo momento
- non voglio troppe menate
- ho mille impegni
queste sono solo alcune delle innumerevoli tattiche difensive che usiamo, non si chiameranno "zona" o "catenaccio" ma il risultato è uguale, una noia mortale.
Siamo in un labirinto creato da noi stessi e ogni giorno che passa ci costruiamo muri più alti per non riuscire a vedere quello che c'è fuori e come in un vorticoso gioco di specchi l'unica cosa che possiamo e vogliamo vedere siamo noi stessi...
la nostra felicità
la nostra libertà
il nostro divertimento
La mia domanda è questa:
ma ci stiamo veramente divertendo in questo modo?
Non si impara certo oggi che quando una squadra gioca a suo modo e vince una partita, l'errore più grosso che possa fare è quello di mettersi sulla difensiva..è il modo migliore per buttare tutto all'aria.
In fondo è solo una stupida metafora...ma se non lo fosse?!
Viviamo in un mondo dove i rapporti personali sono governati dalla difesa.
Dovrei forse essere più chiaro..allora porterò alcuni esempi:
- non mi voglio impegnare al momento
- è un periodo un pò difficile
- sto cercando di trovare me stesso
- ho bisogno di libertà in questo momento
- non voglio troppe menate
- ho mille impegni
queste sono solo alcune delle innumerevoli tattiche difensive che usiamo, non si chiameranno "zona" o "catenaccio" ma il risultato è uguale, una noia mortale.
Siamo in un labirinto creato da noi stessi e ogni giorno che passa ci costruiamo muri più alti per non riuscire a vedere quello che c'è fuori e come in un vorticoso gioco di specchi l'unica cosa che possiamo e vogliamo vedere siamo noi stessi...
la nostra felicità
la nostra libertà
il nostro divertimento
La mia domanda è questa:
ma ci stiamo veramente divertendo in questo modo?
mercoledì 22 aprile 2009
lunedì 13 aprile 2009
lunedì 16 marzo 2009
venerdì 13 marzo 2009
Il fabbricante di tempo
Lui stava lì, nella sua casetta sulla riva della spiaggia, dove era sempre stato e sempre sarebbe vissuto. Non si può dire certo che la stagione lo aiutasse, era sempre quel mare mosso tra l'arrabbiato e il malinconico che poteva vedere guardando fuori dalla finestra delle sua casetta di legno, era il suo passatempo, il suo svago...il suo più caro amico.
Gente da ogni parte del mondo si presentava al suo cospetto, non per chiedere come stesse, non per conoscerlo, ma per chiedergli solamente quello per cui era nato.
Il fabbricante di tempo non era un uomo stupido, non era neanche intelligente, però era arguto, domandava sempre quello che non riusciva a capire, perchè in quella casa era nato e in quella sarebbe un giorno trapassato, e del mondo che girava tutto attorno a quell'angolo di terra, lui non aveva mai visto niente.
Un giorno si presentò davanti alla sua porta una signora anziana, lui la fece entrare come faceva sempre con tutti e anche con lei iniziò a parlare e le chiese perchè era venuta fino a questa spiaggia, fino a questa casa di legno...fino a questo eterno inverno.
La signora rispose con franchezza:
"ma per il suo tempo, signore. Vede mio marito sta per lasciarmi, oramai manca poco alla sua ora, e io non voglio separarmi da lui, senza di lui non so vivere, non so proprio che farei, niente avrebbe più senso, lei deve aiutarmi, lui è l'amore della mia vita"
Il fabbricante di tempo, rimase un attimo interdetto, non capiva come funzionava tutta questa faccenda dell'amore, in fondo lui l'amore non l'aveva mai vissuto, mai assaporato, ma solamente sognato.
"signora, se è arrivato il tempo per suo marito, è giusto lasciarlo andare. Se lui è il suo vero amore, il suo amore la accompagnerà per sempre e si sentirà molto meno sola di tanta altra gente. Viva al meglio il tempo che le resta con lui, e non si dimentichi mai di ogni singolo istante passato insieme, questo terrà il vostro amore vivo per sempre."
La signora non ne volle sapere e con tutta la disperazione che aveva in corpo pretese quello per cui aveva fatto tanta strada, altro tempo. E altro tempo ebbe.
Da quel giorno la signora passò meno tempo con il marito, pensando che il tempo concesso sarebbe durato ancora a lungo e non assaporò un solo minuto insieme all'amore della sua vita.
Il fabbricante di tempo usciva solo quando nevicava, adorava passeggiare sulla spiaggia calpestando contemporaneamente sabbia e neve. Il giorno di quella nevicata, il vento spazzava il mare e le onde andavano lunghe lunghe sulla spiaggia quasi fino a toccare le rocce che ne delimitavano la riva.
Lui prese il suo cappotto marrone che gli arrivava quasi alle caviglie e con il suo inseparabile blocchetto di appunti scese i gradini della casa per arrivare ai bordi del mare...
...come gli piaceva guardare il cielo bianco e riuscire a distinguere piano piano i fiocchi che cadevano ora sul mare, ora sulla spiaggia e ora sul suo cappotto.
i suoi piedi scalzi entravano dentro la neve e poi dentro la sabbia lasciando una doppia impronta, come se in verità non camminasse da solo e questo lo sollevava dal non sentirsi solo, anche fosse una cosa di pochi minuti in trecentosessantacinque giorni.
si diresse sul suo scoglio preferito e prendendo dalla tasca la sua inseparabile matita iniziò a scrivere sul suo blocchetto le sensazioni che provava durante quella magnifica giornata.
Ad un certo punto la sua attenzione venne letteralmente catturata dalla figura di una ragazza che camminava, con il capo chinato, vicino al mare, proprio dove le onde andavano ad allungarsi sul bagnasciuga.
Vedendola così triste e sconsolata lui si avvicinò, chiedendo come mai di tutta quella tristezza in una giornata così meravigliosa.
Alla ragazza scappò allora un sorriso e disse "Meravigliosa? Io pensavo di essere pazza, ma in questo angolo di mondo ho trovato una persona più svalvolata di me."
Lui non riusciva a togliere gli occhi dagli occhi della ragazza, era stato come calamitato e perfino la neve oramai sembrava ai suoi occhi solo una semplice cornice degli occhi di quella ragazza.
"Signorina, cosa ci fà in questo posto?"
"Ero venuta a cercare un certo "fabbricante di tempo", dovrebbe abitare in quella casetta di legno che vede là in fondo ma non c'è traccia di vita, nessuno risponde e la casa sembra disabitata. Farsi tutta questa strada per la leggenda di un uomo che neanche esiste è stato proprio il più grande spreco di tempo di tutta la mia vita."
"Cosa era venuta a fare da quest'uomo signorina?"
"Che domande! Volevo chiedergli del tempo!"
"Mi spiace, signorina, eppure dall'aspetto sembra stare benissimo..."
"Ma che ha capito!? Io sto benissimo fisicamente, vorrei del tempo in più perchè non riesco a gestire il poco tempo che ho a disposizione, è troppo poco! E mano a mano che vado avanti con gli anni diminuisce sempre di più!"
"Mi scusi signorina, mi deve perdonare...ma io non capisco."
"Non capisce...ci mancava solo questa! Hai presente gli impegni? I familiari? Gli amici? Le tue passioni? I ragazzi? E poi i figli...e poi i loro impegni. Insomma il tempo è sempre lo stesso e queste cose aumentano sempre! Come diavolo si può pensare di non impazzire di fronte a tutto questo?"
L'uomo non riusciva a smettere di guardarla e la neve oramai spazzata dal vento era andata a poggiarsi sulle sue ciglia, facendo sembrare il suo viso un'opera d'arte di quelle che commuovono solo a vederle in foto.
Ma il suo viso mentre parlava, piano piano diventava sempre più teso...e dentro a quegli occhi delle piccole gocce andavano a formarsi.
La ragazza continuò poi
"A me dispiace, ma veramente non ho tempo per fare tantissime cose, non ho tempo per molte persone che lo meriterebbero, non ho tempo di coltivare amicizie ne di dare l'importanza giusta a persone speciali. E qualsiasi cosa io faccia, sembra che sbagli..che palle! Io ho bisogno di altro tempo! Devo avere altro tempo, è l'unica soluzione!"
Il fabbricante di tempo a quel punto sorrise, svelando la sua vera identità e si avvicinò alla ragazza accarezzando dolcemente con la mano destra i suoi capelli una sola volta.
"Il tempo è prezioso, credo che lei se ne sia accorta, per questo è così angosciata, deve solo scegliere come e con chi passare questo tempo, e questo non sarà mai un errore. Sarà solo una scelta, che lei deve fare coscentemente e serenamente. A questo punto le chiedo, vuole il tempo per cui è venuta o è pronta a prendere le sue responsabilità?"
La ragazza non pensò neanche un secondo e chiese altro tempo, tutto il tempo che si poteva avere.
Il fabbricante di sogni le sorrise di nuovo, nello stesso modo in cui si sorride ad un neonato quando ti guarda sdraiato da una carrozzina, e le disse "Ora ha tutto il tempo che ha desiderato"...diede un'ultima lasciva occhiata a quello sguardo che non avrebbe mai dimenticato e si diresse camminando quieto verso la sua casetta mentre il vento e la neve coperte dal rumore del mare lo accompagnavano, appena finì i gradini e aprì la porta smise di nevicare.
La ragazza tornata alla sua vita, ebbe dieci volte il tempo di prima, ma non riuscì mai a gestirlo nel modo in cui aveva sempre desiderato...
mercoledì 11 febbraio 2009
Crescere è difficile quasi come dimenticare.
Crescere per molte persone è dimenticare di essere dei bambini e trasformarsi in adulti.
Certi adulti rimarranno sempre bambini.
Bisogna intendersi però, io spero di preservare il bambino dentro di me fino al resto dei miei giorni, ma questo non vuole dire non riuscire a crescere nel modo giusto.
Impariamo dalle situazioni, dalle persone che incontriamo, impariamo dalla spiacevolezza e impariamo dal grandioso...se viviamo le occasioni di crescita nel modo giusto allora veniamo arricchiti, se non ci facciamo scivolare addosso le situazioni, le frasi e le discussioni.
Fare spallucce non aiuta a crescere, non essere consapevoli delle proprie azioni, non vedere quello che ci circonda e non apprezzare ogni spiffero di vento questo è vivere a metà.
Spero un giorno di avere la forza di un uomo, la caparbia e la decisione di un adulto, ma di vivere tutto con l'anima di un bambino capace di commuoversi.
Il nostro cuore deve rimanere quello di un bambino, se pensiamo che crescere sia inaridire il nostro cuore...allora non abbiamo capito niente, perchè questo si chiama invecchiare.
Crescere per molte persone è dimenticare di essere dei bambini e trasformarsi in adulti.
Certi adulti rimarranno sempre bambini.
Bisogna intendersi però, io spero di preservare il bambino dentro di me fino al resto dei miei giorni, ma questo non vuole dire non riuscire a crescere nel modo giusto.
Impariamo dalle situazioni, dalle persone che incontriamo, impariamo dalla spiacevolezza e impariamo dal grandioso...se viviamo le occasioni di crescita nel modo giusto allora veniamo arricchiti, se non ci facciamo scivolare addosso le situazioni, le frasi e le discussioni.
Fare spallucce non aiuta a crescere, non essere consapevoli delle proprie azioni, non vedere quello che ci circonda e non apprezzare ogni spiffero di vento questo è vivere a metà.
Spero un giorno di avere la forza di un uomo, la caparbia e la decisione di un adulto, ma di vivere tutto con l'anima di un bambino capace di commuoversi.
Il nostro cuore deve rimanere quello di un bambino, se pensiamo che crescere sia inaridire il nostro cuore...allora non abbiamo capito niente, perchè questo si chiama invecchiare.
mercoledì 28 gennaio 2009
giovedì 22 gennaio 2009
Perchè non scendi una volta? Che ti costa? Anche solo una volta...
Perchè non lo vai a vedere il mondo? Con gli occhi tuoi..ci hai mai pensato?
Tu potresti fare quello che vuoi, suoni il pianoforte da dio, impazzirebbero per te, ti faresti un sacco di soldi e potresti comprarti una bella casa, potresti farti una famiglia ...perchè no?
Non potrai continuare tutta la vita ad andare avanti e indietro come uno scemo, il mondo è lì, c'è solo quella fottuta scaletta da scendere...che sarà mai?! qualche stupido gradino. Cristo c'è tutto alla fine di quei gradini, tutto, perchè non te ne scendi da qui? Una volta almeno, una sola volta. Perchè non scendi?
Perchè, perchè, perchè, perchè, perchè, perchè, perchè, perchè, perchè, perchè, perchè..
Mi sa che voi sulla terra sprechiate il vostro tempo a porvi troppi perchè.
Di inverno non vedete l'ora che arrivi l'estate e poi d'estate avete paura che ritorni l'inverno, per questo non vi stancate mai di viaggiare...di rincorrere il posto dove non siete, dove è sempre estate.
Non dev'essere un bel lavoro...
Capita di essere dove non si vorrebbe essere e di essere quello che non si vorrebbe essere, ma che ci piaccia o no siamo quello che siamo.
Non è utile ne ha senso fare dei progetti su quello che non siamo, perchè non si avvereranno mai, mentre invece se vogliamo sognare questo è il modo migliore di pensare al nostro futuro.
Nonostante tutto fingiamo sempre di essere qualcun altro, di essere la persona forte, di essere quella debole, di essere quella indecisa e perfino di essere quella stronza.
Fingiamo di divertirci, ci sforziamo di divertirci, ci sforziamo perfino di amare, convinti di poter controllare l'amore, e lui ce lo fa credere fino a quando non decide di prendersi delle rivincite su di noi che lo avevamo sottovalutato.
Le foto mi sono sempre piaciute perchè comunicano più di quanto si possa credere, ho visto sorrisi in foto così tristi e ho visto visi così tristi in foto così belle.
Se siamo sempre con il sorriso, allora vuol dire che siamo felici, che tutto va bene...che tutto si metterà apposto, che finalmente la strada che stiamo imboccando sia quella giusta, sia quella sperata.
Ma dietro ad un sorriso c'è molto di più, dietro ad ogni sorriso c'è un mondo che è talmente immenso da non vederne la fine.
Fingere in inglese si dice "pretend" che ritradotto in italiano, curiosamente diventa "pretendere"...pretendere di essere qualcosa che non si è, pretendere di ingannare tutti, pretendere di ingannare se stessi.
Dover per forza parlare, e parlare e poi ancora parlare senza comunicare niente.
In un gruppo di persone se ci fate caso la persona che ha più da dire a livello umano, è quella che parla meno, perchè non ha bisogno di dimostrare niente.
Una domenica sera mi sono trovato su una spiaggia dell'equatore dove la marea stava leggermente risalendo la riva fino a bagnare i miei piedi affondati nella sabbia, e mi sono riflesso nello specchio delle acque blu a guardare quello spettacolo di mare che si estendeva fino all'orizzonte, dove il blu del mare lentamente svaniva per lasciare spazio ad una coperta nera adornata di stelle talmente nitide da poterne misurare il diametro. E' un effetto strano, siamo abituati a vedere le stelle ma solo sopra la nostra testa, solo in alcuni posti riusciamo a vederle fino all'orizzonte come se fossimo veramente sotto una cupola stellata.
Mentre questo capitava la mia mente viaggiava su quel mare fino a perdersi in lidi sconosciuti, fino ad arrivare dove il mio fantasma è sempre presente.
Ci sono delle occasioni dove la propria presenza sarebbe solo un'altra stella in un cielo illuminato da luci troppo forti, in quelle occasioni preferisco non apparire, perchè la notte è fatta per parlare d'amore.
Dove invece va il mio fantasma non ve lo so dire, però alcuni giurano di vederlo e sentirlo proprio quando ne hanno più bisogno
martedì 13 gennaio 2009
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