lunedì 22 giugno 2009
Era tempo ormai che lo seguiva in ogni suo passo, gli sembrava passato un secondo da quando lo incontrò per strada la prima volta e non riuscì più a staccarsi da lui.
non sapeva dire cosa di preciso lo incuriosiva di quella figura, non era sicuramente il suo viso, la sua bocca o i suoi occhi perchè non li aveva mai visti...
quello che poteva vedere era solo il suo mantello, dall'orlo perfettamente cucito fino al suo capuccio così sottile ma così scuro, dal quale non riusciva in nessuna occasione a scorgere un lineamento, neanche un capello.
non vedeva quell'uomo ma riusciva ad avere la sua stessa visuale, ogni immagine passata ai suoi occhi lui la vedeva e percepiva le sue sensazioni.
una volta stette nascosto dietro qualche cespuglio a guardarlo ammirare il cielo durante un diluvio, l'acqua grondava sul mantello e scivola via senza impregnarlo in nessuna sua parte.
stette fermo seduto su quella panchina fino a che non spiovve e rimase ancora ad ammirare il cielo che si apriva e che piano piano diventava sempre più azzurro.
lo vedeva da tempo soffermarsi sulle cose più strane, sulle cose più insignificanti, quelle che non notava nessuno, si incantava e rimaneva fisso per interi minuti..una volta lo sorprese fisso su una coppia che stava litigando in modo furibondo, e per la prima volta osservò una goccia scendere da sotto il suo cappuccio nero.
non poteva dire se era un goccia di pioggia o una goccia di sofferenza persa dai suoi occhi, chinò la testa quando vide la coppia allontanarsi ognuno nella propria direzione e continuò a camminare.
erano oramai anni che lo seguiva e non ne poteva più, avrebbe voluto lasciare perdere quella strana figura che rincorreva da una vita ma non riusciva, tutte le sue forze non bastavano...non ne poteva fare a meno.
il passo dell'uomo si fece sempre più pesante, come se il suo mantello piano piano lo stesse divorando, come se il mantello lo stesse schiacciando alla terra, l'ultima volta che lo vide guardare qualcosa si era soffermato su una bambina.
avrà avuto non più di quattro anni, si inginocchiò alla vista di quel piccolo essere angelico. Aveva gli occhi di un blu, che non si poteva trovare se non a migliaia di metri di profondità, le guancie erano arrossate, e il suo sorriso riusciva ad illuminare tutto il parco, quel sorriso particolare, un sorriso storto, non perfetto ma molto simpatico era impossibile da non vedere.
I suoi capelli castano chiaro, erano lunghi fino alle spalle e volteggiavano nell'aria inseguendo delle linee immaginarie che componevano versi così melodici da far commuovere gli angeli.
Gli occhi della bambina incrociarono quelli dell'uomo misterioso, rimasero qualche secondo ad osservarsi, come se si stessero aspettando da una vita.
La bambina sorridendo lo guardò avvicinando le mani al suo volto e baciandogli la guancia gli sussurrò... "ti perdono" e poi la bambina svanì nel nulla.
Non seppe più resistere e sbucò fuori dai cespugli per andare a vedere cosa stesse succendendo all'uomo col mantello, lo trovò ancora in ginocchio con la testa inclinata di lato, gli si mise davanti e quello che vide lo lasciò di stucco.
Vide se stesso, con il viso segnato dalle lacrime.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

1 commento:
:,-(
Posta un commento