lunedì 16 marzo 2009

venerdì 13 marzo 2009

Il fabbricante di tempo





Lui stava lì, nella sua casetta sulla riva della spiaggia, dove era sempre stato e sempre sarebbe vissuto. Non si può dire certo che la stagione lo aiutasse, era sempre quel mare mosso tra l'arrabbiato e il malinconico che poteva vedere guardando fuori dalla finestra delle sua casetta di legno, era il suo passatempo, il suo svago...il suo più caro amico.

Gente da ogni parte del mondo si presentava al suo cospetto, non per chiedere come stesse, non per conoscerlo, ma per chiedergli solamente quello per cui era nato.

Il fabbricante di tempo non era un uomo stupido, non era neanche intelligente, però era arguto, domandava sempre quello che non riusciva a capire, perchè in quella casa era nato e in quella sarebbe un giorno trapassato, e del mondo che girava tutto attorno a quell'angolo di terra, lui non aveva mai visto niente.

Un giorno si presentò davanti alla sua porta una signora anziana, lui la fece entrare come faceva sempre con tutti e anche con lei iniziò a parlare e le chiese perchè era venuta fino a questa spiaggia, fino a questa casa di legno...fino a questo eterno inverno.
La signora rispose con franchezza:
"ma per il suo tempo, signore. Vede mio marito sta per lasciarmi, oramai manca poco alla sua ora, e io non voglio separarmi da lui, senza di lui non so vivere, non so proprio che farei, niente avrebbe più senso, lei deve aiutarmi, lui è l'amore della mia vita"
Il fabbricante di tempo, rimase un attimo interdetto, non capiva come funzionava tutta questa faccenda dell'amore, in fondo lui l'amore non l'aveva mai vissuto, mai assaporato, ma solamente sognato.
"signora, se è arrivato il tempo per suo marito, è giusto lasciarlo andare. Se lui è il suo vero amore, il suo amore la accompagnerà per sempre e si sentirà molto meno sola di tanta altra gente. Viva al meglio il tempo che le resta con lui, e non si dimentichi mai di ogni singolo istante passato insieme, questo terrà il vostro amore vivo per sempre."
La signora non ne volle sapere e con tutta la disperazione che aveva in corpo pretese quello per cui aveva fatto tanta strada, altro tempo. E altro tempo ebbe.
Da quel giorno la signora passò meno tempo con il marito, pensando che il tempo concesso sarebbe durato ancora a lungo e non assaporò un solo minuto insieme all'amore della sua vita.

Il fabbricante di tempo usciva solo quando nevicava, adorava passeggiare sulla spiaggia calpestando contemporaneamente sabbia e neve. Il giorno di quella nevicata, il vento spazzava il mare e le onde andavano lunghe lunghe sulla spiaggia quasi fino a toccare le rocce che ne delimitavano la riva.
Lui prese il suo cappotto marrone che gli arrivava quasi alle caviglie e con il suo inseparabile blocchetto di appunti scese i gradini della casa per arrivare ai bordi del mare...
...come gli piaceva guardare il cielo bianco e riuscire a distinguere piano piano i fiocchi che cadevano ora sul mare, ora sulla spiaggia e ora sul suo cappotto.
i suoi piedi scalzi entravano dentro la neve e poi dentro la sabbia lasciando una doppia impronta, come se in verità non camminasse da solo e questo lo sollevava dal non sentirsi solo, anche fosse una cosa di pochi minuti in trecentosessantacinque giorni.
si diresse sul suo scoglio preferito e prendendo dalla tasca la sua inseparabile matita iniziò a scrivere sul suo blocchetto le sensazioni che provava durante quella magnifica giornata.
Ad un certo punto la sua attenzione venne letteralmente catturata dalla figura di una ragazza che camminava, con il capo chinato, vicino al mare, proprio dove le onde andavano ad allungarsi sul bagnasciuga.
Vedendola così triste e sconsolata lui si avvicinò, chiedendo come mai di tutta quella tristezza in una giornata così meravigliosa.
Alla ragazza scappò allora un sorriso e disse "Meravigliosa? Io pensavo di essere pazza, ma in questo angolo di mondo ho trovato una persona più svalvolata di me."
Lui non riusciva a togliere gli occhi dagli occhi della ragazza, era stato come calamitato e perfino la neve oramai sembrava ai suoi occhi solo una semplice cornice degli occhi di quella ragazza.
"Signorina, cosa ci fà in questo posto?"
"Ero venuta a cercare un certo "fabbricante di tempo", dovrebbe abitare in quella casetta di legno che vede là in fondo ma non c'è traccia di vita, nessuno risponde e la casa sembra disabitata. Farsi tutta questa strada per la leggenda di un uomo che neanche esiste è stato proprio il più grande spreco di tempo di tutta la mia vita."
"Cosa era venuta a fare da quest'uomo signorina?"
"Che domande! Volevo chiedergli del tempo!"
"Mi spiace, signorina, eppure dall'aspetto sembra stare benissimo..."
"Ma che ha capito!? Io sto benissimo fisicamente, vorrei del tempo in più perchè non riesco a gestire il poco tempo che ho a disposizione, è troppo poco! E mano a mano che vado avanti con gli anni diminuisce sempre di più!"
"Mi scusi signorina, mi deve perdonare...ma io non capisco."
"Non capisce...ci mancava solo questa! Hai presente gli impegni? I familiari? Gli amici? Le tue passioni? I ragazzi? E poi i figli...e poi i loro impegni. Insomma il tempo è sempre lo stesso e queste cose aumentano sempre! Come diavolo si può pensare di non impazzire di fronte a tutto questo?"
L'uomo non riusciva a smettere di guardarla e la neve oramai spazzata dal vento era andata a poggiarsi sulle sue ciglia, facendo sembrare il suo viso un'opera d'arte di quelle che commuovono solo a vederle in foto.
Ma il suo viso mentre parlava, piano piano diventava sempre più teso...e dentro a quegli occhi delle piccole gocce andavano a formarsi.
La ragazza continuò poi
"A me dispiace, ma veramente non ho tempo per fare tantissime cose, non ho tempo per molte persone che lo meriterebbero, non ho tempo di coltivare amicizie ne di dare l'importanza giusta a persone speciali. E qualsiasi cosa io faccia, sembra che sbagli..che palle! Io ho bisogno di altro tempo! Devo avere altro tempo, è l'unica soluzione!"
Il fabbricante di tempo a quel punto sorrise, svelando la sua vera identità e si avvicinò alla ragazza accarezzando dolcemente con la mano destra i suoi capelli una sola volta.
"Il tempo è prezioso, credo che lei se ne sia accorta, per questo è così angosciata, deve solo scegliere come e con chi passare questo tempo, e questo non sarà mai un errore. Sarà solo una scelta, che lei deve fare coscentemente e serenamente. A questo punto le chiedo, vuole il tempo per cui è venuta o è pronta a prendere le sue responsabilità?"
La ragazza non pensò neanche un secondo e chiese altro tempo, tutto il tempo che si poteva avere.
Il fabbricante di sogni le sorrise di nuovo, nello stesso modo in cui si sorride ad un neonato quando ti guarda sdraiato da una carrozzina, e le disse "Ora ha tutto il tempo che ha desiderato"...diede un'ultima lasciva occhiata a quello sguardo che non avrebbe mai dimenticato e si diresse camminando quieto verso la sua casetta mentre il vento e la neve coperte dal rumore del mare lo accompagnavano, appena finì i gradini e aprì la porta smise di nevicare.
La ragazza tornata alla sua vita, ebbe dieci volte il tempo di prima, ma non riuscì mai a gestirlo nel modo in cui aveva sempre desiderato...