venerdì 27 aprile 2012

365 - potessi trattenere il fiato prima di pensare -

mercoledì 27 aprile 2011


Il mio film è concluso, era troppo lungo, troppo monotono, troppo come un romanzo dell'ottocento. Ho scritto la sceneggiatura e l'ho recitato fino a che lui non si è impossessato di me, e da quel punto in poi non ho avuto più parola in capitolo.
Mi sono ritrovato a cadere a ruzzoloni da una montagna innevata senza sapere dove fossi e dove stessi andato fino a quando non mi sono fermato...
perchè si oggi mi sono fermato...
su un grande patro dove sapevo che qualcosa sarebbe successo.
Non potevo sapere quello che accadeva dall'altra parte della collina, ho visto solo le foglie dell'enorme albero che mi stava accanto,
si sono mosse come se stesse arrivando una tempesta che non sarebbe mai arrivata.
Il mio film finisce qui, io di fianco al mio albero, a guardarci e a capire quanto infondo siamo simili...
con queste radici troppo profonde a tenerci legati e non poterci muovere.
Se mi concentro sento il vento, i fulmini, i tuoni, l'aria che sa di tempesta e poi saprà di arcobaleno...e poi saprà di...di "non so", perchè quello non è il mio di film, il mio finisce oggi.

Ciao, siamo ancora qui, siamo ancora io e te.
Io sono quello che ha paura del buio, che vede le ombre e che percepisce i fantasmi, sono quello che guarda al passato e quando lo fa si commuove un pò.
Io sono la parte femminile, quella gentile, quella che sogna l'impossibile.
Io sono la bellezza, la solarità e l'essere spiritoso, sono quello che hai sempre amato di me.
Tu sei quello che vede oltre, tu fai spallucce e hai le spalle larghe come un armadio.
Tu sei cinico e apparentemente freddo, tu sei inguaribile, sei da dare i nervi, non mi sei mai stato simpatico e probabilmente se solo potessi farei a meno di te.

Non avere paura non sarai mai solo, con te ci sarò io, perchè noi due siamo inseparabili, insieme niente e nessuno ci possono buttare a terra, anche se siamo così diversi ma così uguali. Tanto è che veniamo confusi, perfino scambiati per la stessa persona.

Forse un giorno ringrazierò il destino, forse lo maledirò, o forse semplicemente riderò perchè è questo che si fa, si ride anche se si vorrebbe piangere e poi si ride sempre.
Sogni che durano l'istante di essere vissuto, quell'istante in cui veramente  credi che si vada verso un bivio, e questa volta è proprio il tuo di bivio...questa volta tocca a te,
adoro essere il miglior secondo e... rido, rido e rido ancora.

Gatti di neve si sciolgono e diventano acqua, le bugie e i tradimenti svaniscono, quando mi guardi ricordati che ho le spalle larghe, sono cinico e apparentemente freddo e sono tutto questo perchè vedo oltre...e sono tutto questo perchè è la mia autodifesa, perchè se no sarei già impazzito, sarei già morto.

Non sono meglio di nessuno ma sono peggio di tanti, non mi compiango e non mi faccio pena, sono quello che sono e sono quello che sarò, sono sempre stato solo e nella solitudine ci sguazzo..perdonatemi forse è solo buon viso a cattivo gioco..ma io non mi piango addosso.
Troppo a lungo ho scelto di non poter scegliere e di non poter decidere, sono lo spettatore di una vita che non è mia, è di un'altra.

Soffro di vertigini, ho sempre guardato giù dal palazzo seduto a cavalcioni sul cornicione e non ho mai avuto paura, forse perchè non ho mai avuto niente da perdere, quando guardo giù sorrido e non mi chiedete il perchè...
...sentirsi male è più nobile, così dicono.



lunedì 9 aprile 2012

Mine Vaganti

Si va per periodi.
il periodo del silenzio,  il periodo dell'avvicinamento poi quello della passione, quello dell'allontanamento e poi si ritorna al silenzio...tutto questo in un circolo vorticoso che ti prende e ti rapisce senza possibilità di uscirne, non se ne esce, perchè sarebbe come far smettere di circolare al sangue, il nostro sangue.
L'aereo era lì, la direzione era un sogno, il cellulare in mano, chiamate, messaggi e promesse si abbracciavano a capricci di due anime innamorate.
Non partire, si parti che io ti raggiungo, ma come faccio?! Mi penserai? Mi vorresti lì con te? Ci sentiremo? Sarà cambiato qualcosa al tuo ritorno? Incontrerai qualcuna o incontrerò qualcuno io?
Il telefono va spento, disse l'assistente di volo, ora lo spengo...ti penserò sempre, tornerò presto, ci sentiamo tra poco e ricordati che ti amo.
Queste parole, furono le ultime di un capitolo, di un romanzo fin troppo lungo per non sembrare scritto da una persona.
Il film incominciò poco dopo, Mine Vaganti...era un nome già sentito, un film che però non si era mai visto. Ambientato in un terra calda, passionale, straziata dal sole e baciata dal mare, dove i sentimenti raramente rimangono tali, si trasformano in terra, in ricordi che prendono vita, in ulivi che nascono da un terreno arido ma solo in apparenza, un terreno ricco e commovente già sotto il primo strato.
Lecce, Salento.
Moltissimi gli spunti interessanti, uno più di tutti...amori impossibili.
Dunque è questo quello che è, e che è sempre stato?! E' per questo che non perde di intensità, di passione, di voglia, di attrazione, di tenerezza?
L'amore degli uomini finisce e forse quello delle anime non smette mai?


Il film finisce e l'aereo atterra
il mare è lì davanti
uno sguardo sale al cielo...
è cambiato qualcosa?
Credo di si...i segnali ci vengono dati per un determinato motivo, anche se noi, noi non ce ne accorgiamo o non vogliamo vederli.
Io lo sapevo, "Welcome to Miami" era la scritta,
ma nella mia testa c'erano solo ulivi e una foto di qualche anno prima
un ragazzo e una ragazza in abito bianco (che poteva sembrare da sposa)
una foto chiusa in quadro e chiusa in armadio.

Ma mai chiusa nel mio cuore.



Io ci ho provato
vado in fabbrica tutte le mattine, 
lavoro, tocco la pasta, come dice la Nonna
vedo le scatole che partono per tutto il mondo,
ma non mi importa, non sento niente. 
Di notte, mentre voi dormite, qua dentro sapete che faccio?! 
scrivo le cose che vedo, quelle che penso, 
quelle che voglio dire
diventano vere, 
riesco a dire quello che sento
come io nella vita a voce non riesco a fare. 
Si, perchè io, io non so parlare 
anche con voi per esempio, 
quando mi fate una domanda 
mi viene voglia di dirvi, aspettate un attimo 
adesso vado di là, la scrivo e ve la faccio leggere, 
così magari mi capite,
riesco a spiegarmi meglio. 
Questo voglio fare nella mia vita, 
voglio scrivere