giovedì 24 maggio 2012
lunedì 21 maggio 2012
Monday
Ah...quindi è così!? no perchè non lo sapevo...
Il lunedì sera i single fanno la spesa...buono a sapersi.
Sarà un'altra tradizione come il giovedì sera di libera uscita per il calcetto degli ammogliati, ma sinceramente fino ad oggi non me ne ero mai accorto.
Tra un bancale e una corsia, mi ritrovo in mezzo a zombie...girano come posseduti, senza un anima, guardano prodotti, toccano per constatare la bontà della merce...ma si vede lontano un miglio che non sanno quello che fanno.
Non sanno dove andare, ne tanto meno cosa comprare, perchè non hanno una lista in mano, una lista che qualcun altro avrebbe dovuto scrivergli.
Trovo ressa solo nella zona dei sughi già preparati...pesto, bolognese e amatriciana, sono già quasi tutti finiti...
La zona dei detersivi e stracci per pulizie non la vedono neanche, ci passano in mezzo come se non esistesse...e io che invece sono qui mi sento diverso in un mondo di uguali.
Sindrome dell'abbandono
Lavoro in una filiale di banca, in un paesino di campagna, entrano poche persone, perchè il paese oramai non lo vive nessuno, la gente lavora nelle metropoli e torna a casa solo per dormire.
Nella mia filiale siamo in quattro, siamo sempre stati in quattro, io insieme ad altri tre colleghi abbiamo aperto la filiale, abbiamo sistemato ogni singolo armadio, ogni singolo conto, ogni angolo, a nostra immagine e somiglianza...perchè questo è il lato positivo quando prendi in mano qualcosa di nuovo.
Mi sono affezionato ad ognuno di loro, chi più chi meno, ma tutti li ho sempre sentiti più come amici che come colleghi...sbagliando, ma sapendo fin dall'inizio di sbagliare.
Prima mi hanno tolto il collega più giovane, un ragazzo della mia età, dopo un anno di lavoro...oramai ci trovavamo a memoria l'uno con l'altro, infatti anche al di fuori di questo lavoro, abbiamo continuato ad essere più amici che colleghi.
Poi è toccato al vicedirettore, dopo due anni di lavoro, non di certo il mio preferito, però l'ho sempre visto come la persona più fragile, quella forse meno disposta a spaccarsi la schiena, ma quello che nel momento del bisogno è sempre lì al tuo fianco, come un orsacchiotto oramai un pò in là con gli anni.
Ora tocca al mio direttore, onestamente la mia guida, il punto di riferimento, la persona con la quale ho parlato di più per questi tre anni, lui sa tutto di me, io non so tutto di lui... l'ho sempre visto come un fratello maggiore, come un amico fidato sempre pronto ad ascoltare e mai a giudicare in maniera pungente, ma sempre pronto a dare il suo punto di vista riflessivo.
Mi rivedevo molto in lui, e credo proprio lui si rivedesse molto in me.
Questa, dopo tre anni passati insieme, sarà la sua ultima settimana in questa banca, lo aspetterà un lavoro simile ma in una realtà diversa.
Aprendo gli occhi, ci sono io con 500 conti aperti, persone che conosco bene solo io, che avranno me come principale punto di riferimento, perchè io ci sono sempre stato...li ho seguiti passo a passo e loro si fidano di me.
So che è normale, capita così in tutti i posti di lavoro, è la vita...lo so bene, però mi fa strano che su 4, dopo 3 anni, sono rimasto solo io di quelli che erano partiti.
Tra l'altro il 25 maggio 2012 , il caso vuole che divento indeterminato, mi troverò a festeggiarlo in un posto a me caro, che sento come casa mia...ma da solo, farò spallucce come al solito, e dirò non mi importa...tanto io ci sto bene da solo.... e penserò per l'ennesima volta, che sono un gran bugiardo!
Il lunedì sera i single fanno la spesa...buono a sapersi.
Sarà un'altra tradizione come il giovedì sera di libera uscita per il calcetto degli ammogliati, ma sinceramente fino ad oggi non me ne ero mai accorto.
Tra un bancale e una corsia, mi ritrovo in mezzo a zombie...girano come posseduti, senza un anima, guardano prodotti, toccano per constatare la bontà della merce...ma si vede lontano un miglio che non sanno quello che fanno.
Non sanno dove andare, ne tanto meno cosa comprare, perchè non hanno una lista in mano, una lista che qualcun altro avrebbe dovuto scrivergli.
Trovo ressa solo nella zona dei sughi già preparati...pesto, bolognese e amatriciana, sono già quasi tutti finiti...
La zona dei detersivi e stracci per pulizie non la vedono neanche, ci passano in mezzo come se non esistesse...e io che invece sono qui mi sento diverso in un mondo di uguali.
Sindrome dell'abbandono
Lavoro in una filiale di banca, in un paesino di campagna, entrano poche persone, perchè il paese oramai non lo vive nessuno, la gente lavora nelle metropoli e torna a casa solo per dormire.
Nella mia filiale siamo in quattro, siamo sempre stati in quattro, io insieme ad altri tre colleghi abbiamo aperto la filiale, abbiamo sistemato ogni singolo armadio, ogni singolo conto, ogni angolo, a nostra immagine e somiglianza...perchè questo è il lato positivo quando prendi in mano qualcosa di nuovo.
Mi sono affezionato ad ognuno di loro, chi più chi meno, ma tutti li ho sempre sentiti più come amici che come colleghi...sbagliando, ma sapendo fin dall'inizio di sbagliare.
Prima mi hanno tolto il collega più giovane, un ragazzo della mia età, dopo un anno di lavoro...oramai ci trovavamo a memoria l'uno con l'altro, infatti anche al di fuori di questo lavoro, abbiamo continuato ad essere più amici che colleghi.
Poi è toccato al vicedirettore, dopo due anni di lavoro, non di certo il mio preferito, però l'ho sempre visto come la persona più fragile, quella forse meno disposta a spaccarsi la schiena, ma quello che nel momento del bisogno è sempre lì al tuo fianco, come un orsacchiotto oramai un pò in là con gli anni.
Ora tocca al mio direttore, onestamente la mia guida, il punto di riferimento, la persona con la quale ho parlato di più per questi tre anni, lui sa tutto di me, io non so tutto di lui... l'ho sempre visto come un fratello maggiore, come un amico fidato sempre pronto ad ascoltare e mai a giudicare in maniera pungente, ma sempre pronto a dare il suo punto di vista riflessivo.
Mi rivedevo molto in lui, e credo proprio lui si rivedesse molto in me.
Questa, dopo tre anni passati insieme, sarà la sua ultima settimana in questa banca, lo aspetterà un lavoro simile ma in una realtà diversa.
Aprendo gli occhi, ci sono io con 500 conti aperti, persone che conosco bene solo io, che avranno me come principale punto di riferimento, perchè io ci sono sempre stato...li ho seguiti passo a passo e loro si fidano di me.
So che è normale, capita così in tutti i posti di lavoro, è la vita...lo so bene, però mi fa strano che su 4, dopo 3 anni, sono rimasto solo io di quelli che erano partiti.
Tra l'altro il 25 maggio 2012 , il caso vuole che divento indeterminato, mi troverò a festeggiarlo in un posto a me caro, che sento come casa mia...ma da solo, farò spallucce come al solito, e dirò non mi importa...tanto io ci sto bene da solo.... e penserò per l'ennesima volta, che sono un gran bugiardo!
martedì 15 maggio 2012
Hide and Seek
Non so se definirmi per natura una persona ritardataria,
sta di fatto che per parte della mia vita lo sono stato...
se dovevo essere in un posto ad una determinata ora, partivo sempre all'ultimo, anche se non avevo niente da fare prima, facevo tutto di corsa, magari per arrivare comunque in ritardo.
Da un pò di tempo a questa parte, mi godo il tempo, anche la mattina, andare a lavoro è diventato un piacere...parto prima, arrivo prima...ma non è quello che fa la differenza, non l'ha mai fatta.
Mi godo il viaggio...come questa mattina, finestrino abbassato, aria fresca e radio in sottofondo...hide and seek.
Era da un pò che non la sentivo, le prime volte che l'ho ascoltata non mi ero mai chiesto cosa significasse il titolo, fino a quando non l'ho scoperto, nascondere e trovare.... il nostro nascondino.
Quando ero piccolo mi è sempre piaciuto tantissimo, come piace a tutti i bambini credo..non mi appassionava la parte del trovare, ma quella del nascondermi...
Non so ancora quanto riuscirò a rimanere qua in silenzio, proprio non lo so...sono stanco, lacerato, ma non mi dimentico perchè mi nascondo, come mai potrei farlo... "in qualche modo devo pur difendermi"
spesso però credo dovrei cercare di essere migliore, non degli altri, ma di me stesso....ci sto lavorando non è semplice però.
Più sto nascosto, all'ombra con gli occhi chiusi, più ti vedo che con gli occhi aperti...
come se fosse ieri
come se non fosse passato un anno
come se non fosse passata una vita di mezzo...
come se le scelte e le situazioni, non ci fossero mai state
come se non ci fosse nulla al mondo intorno a noi
come se le mie mani finissero con le tue
e le tue frasi con le mie...
sta di fatto che per parte della mia vita lo sono stato...
se dovevo essere in un posto ad una determinata ora, partivo sempre all'ultimo, anche se non avevo niente da fare prima, facevo tutto di corsa, magari per arrivare comunque in ritardo.
Da un pò di tempo a questa parte, mi godo il tempo, anche la mattina, andare a lavoro è diventato un piacere...parto prima, arrivo prima...ma non è quello che fa la differenza, non l'ha mai fatta.
Mi godo il viaggio...come questa mattina, finestrino abbassato, aria fresca e radio in sottofondo...hide and seek.
Era da un pò che non la sentivo, le prime volte che l'ho ascoltata non mi ero mai chiesto cosa significasse il titolo, fino a quando non l'ho scoperto, nascondere e trovare.... il nostro nascondino.
Quando ero piccolo mi è sempre piaciuto tantissimo, come piace a tutti i bambini credo..non mi appassionava la parte del trovare, ma quella del nascondermi...
Non so ancora quanto riuscirò a rimanere qua in silenzio, proprio non lo so...sono stanco, lacerato, ma non mi dimentico perchè mi nascondo, come mai potrei farlo... "in qualche modo devo pur difendermi"
spesso però credo dovrei cercare di essere migliore, non degli altri, ma di me stesso....ci sto lavorando non è semplice però.
Più sto nascosto, all'ombra con gli occhi chiusi, più ti vedo che con gli occhi aperti...
come se fosse ieri
come se non fosse passato un anno
come se non fosse passata una vita di mezzo...
come se le scelte e le situazioni, non ci fossero mai state
come se non ci fosse nulla al mondo intorno a noi
come se le mie mani finissero con le tue
e le tue frasi con le mie...
mercoledì 9 maggio 2012
Non riesco a non farlo, non decido io quando devo farlo...è come un bisogno che non si può trattenere...
Ora arrivo a casa, accendo il portatile, apro la finestra...non accendo le luci e scrivo, scrivo perchè non decido io quando farlo...
Il rumore, è intenso, assordante...
ho imparato a gestire tutti i tipi di rumori, martelli pneumatici, bambini, adulti arrabbiati, adolescenti che litigano, una folla che urla per entrare, una famiglia dove tutti si parlano sopra, clienti che ti assordano con le domande...sopporto, io sopporto tutto...
ma il rumore assordante del silenzio, non lo so gestire...mi fa male, mi entra dentro e spezza tutte le mie sicurezze...il silenzio, l'assenza, la mancanza...si proprio quella, quella mi uccide.
Uccide qualcosa che è già morto, che non esiste...già....ma non esiste!? se non esiste perchè la sento? perchè la vedo? perchè la respiro?
mi sento osservato, quando non ce la faccio più, alzo lo sguardo e vedo un sorriso...
lo vedo sempre quando ne ho bisogno, so che ci sei...come un angelo sempre al mio fianco, mi dai forza, ma allo stesso tempo la sensazione di essere incompiuto....un qualcosa a metà, in cerca di qualcosa che....che...che non so.
Ora arrivo a casa, accendo il portatile, apro la finestra...non accendo le luci e scrivo, scrivo perchè non decido io quando farlo...
Il rumore, è intenso, assordante...
ho imparato a gestire tutti i tipi di rumori, martelli pneumatici, bambini, adulti arrabbiati, adolescenti che litigano, una folla che urla per entrare, una famiglia dove tutti si parlano sopra, clienti che ti assordano con le domande...sopporto, io sopporto tutto...
ma il rumore assordante del silenzio, non lo so gestire...mi fa male, mi entra dentro e spezza tutte le mie sicurezze...il silenzio, l'assenza, la mancanza...si proprio quella, quella mi uccide.
Uccide qualcosa che è già morto, che non esiste...già....ma non esiste!? se non esiste perchè la sento? perchè la vedo? perchè la respiro?
mi sento osservato, quando non ce la faccio più, alzo lo sguardo e vedo un sorriso...
lo vedo sempre quando ne ho bisogno, so che ci sei...come un angelo sempre al mio fianco, mi dai forza, ma allo stesso tempo la sensazione di essere incompiuto....un qualcosa a metà, in cerca di qualcosa che....che...che non so.
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