giovedì 24 maggio 2012
lunedì 21 maggio 2012
Monday
Ah...quindi è così!? no perchè non lo sapevo...
Il lunedì sera i single fanno la spesa...buono a sapersi.
Sarà un'altra tradizione come il giovedì sera di libera uscita per il calcetto degli ammogliati, ma sinceramente fino ad oggi non me ne ero mai accorto.
Tra un bancale e una corsia, mi ritrovo in mezzo a zombie...girano come posseduti, senza un anima, guardano prodotti, toccano per constatare la bontà della merce...ma si vede lontano un miglio che non sanno quello che fanno.
Non sanno dove andare, ne tanto meno cosa comprare, perchè non hanno una lista in mano, una lista che qualcun altro avrebbe dovuto scrivergli.
Trovo ressa solo nella zona dei sughi già preparati...pesto, bolognese e amatriciana, sono già quasi tutti finiti...
La zona dei detersivi e stracci per pulizie non la vedono neanche, ci passano in mezzo come se non esistesse...e io che invece sono qui mi sento diverso in un mondo di uguali.
Sindrome dell'abbandono
Lavoro in una filiale di banca, in un paesino di campagna, entrano poche persone, perchè il paese oramai non lo vive nessuno, la gente lavora nelle metropoli e torna a casa solo per dormire.
Nella mia filiale siamo in quattro, siamo sempre stati in quattro, io insieme ad altri tre colleghi abbiamo aperto la filiale, abbiamo sistemato ogni singolo armadio, ogni singolo conto, ogni angolo, a nostra immagine e somiglianza...perchè questo è il lato positivo quando prendi in mano qualcosa di nuovo.
Mi sono affezionato ad ognuno di loro, chi più chi meno, ma tutti li ho sempre sentiti più come amici che come colleghi...sbagliando, ma sapendo fin dall'inizio di sbagliare.
Prima mi hanno tolto il collega più giovane, un ragazzo della mia età, dopo un anno di lavoro...oramai ci trovavamo a memoria l'uno con l'altro, infatti anche al di fuori di questo lavoro, abbiamo continuato ad essere più amici che colleghi.
Poi è toccato al vicedirettore, dopo due anni di lavoro, non di certo il mio preferito, però l'ho sempre visto come la persona più fragile, quella forse meno disposta a spaccarsi la schiena, ma quello che nel momento del bisogno è sempre lì al tuo fianco, come un orsacchiotto oramai un pò in là con gli anni.
Ora tocca al mio direttore, onestamente la mia guida, il punto di riferimento, la persona con la quale ho parlato di più per questi tre anni, lui sa tutto di me, io non so tutto di lui... l'ho sempre visto come un fratello maggiore, come un amico fidato sempre pronto ad ascoltare e mai a giudicare in maniera pungente, ma sempre pronto a dare il suo punto di vista riflessivo.
Mi rivedevo molto in lui, e credo proprio lui si rivedesse molto in me.
Questa, dopo tre anni passati insieme, sarà la sua ultima settimana in questa banca, lo aspetterà un lavoro simile ma in una realtà diversa.
Aprendo gli occhi, ci sono io con 500 conti aperti, persone che conosco bene solo io, che avranno me come principale punto di riferimento, perchè io ci sono sempre stato...li ho seguiti passo a passo e loro si fidano di me.
So che è normale, capita così in tutti i posti di lavoro, è la vita...lo so bene, però mi fa strano che su 4, dopo 3 anni, sono rimasto solo io di quelli che erano partiti.
Tra l'altro il 25 maggio 2012 , il caso vuole che divento indeterminato, mi troverò a festeggiarlo in un posto a me caro, che sento come casa mia...ma da solo, farò spallucce come al solito, e dirò non mi importa...tanto io ci sto bene da solo.... e penserò per l'ennesima volta, che sono un gran bugiardo!
Il lunedì sera i single fanno la spesa...buono a sapersi.
Sarà un'altra tradizione come il giovedì sera di libera uscita per il calcetto degli ammogliati, ma sinceramente fino ad oggi non me ne ero mai accorto.
Tra un bancale e una corsia, mi ritrovo in mezzo a zombie...girano come posseduti, senza un anima, guardano prodotti, toccano per constatare la bontà della merce...ma si vede lontano un miglio che non sanno quello che fanno.
Non sanno dove andare, ne tanto meno cosa comprare, perchè non hanno una lista in mano, una lista che qualcun altro avrebbe dovuto scrivergli.
Trovo ressa solo nella zona dei sughi già preparati...pesto, bolognese e amatriciana, sono già quasi tutti finiti...
La zona dei detersivi e stracci per pulizie non la vedono neanche, ci passano in mezzo come se non esistesse...e io che invece sono qui mi sento diverso in un mondo di uguali.
Sindrome dell'abbandono
Lavoro in una filiale di banca, in un paesino di campagna, entrano poche persone, perchè il paese oramai non lo vive nessuno, la gente lavora nelle metropoli e torna a casa solo per dormire.
Nella mia filiale siamo in quattro, siamo sempre stati in quattro, io insieme ad altri tre colleghi abbiamo aperto la filiale, abbiamo sistemato ogni singolo armadio, ogni singolo conto, ogni angolo, a nostra immagine e somiglianza...perchè questo è il lato positivo quando prendi in mano qualcosa di nuovo.
Mi sono affezionato ad ognuno di loro, chi più chi meno, ma tutti li ho sempre sentiti più come amici che come colleghi...sbagliando, ma sapendo fin dall'inizio di sbagliare.
Prima mi hanno tolto il collega più giovane, un ragazzo della mia età, dopo un anno di lavoro...oramai ci trovavamo a memoria l'uno con l'altro, infatti anche al di fuori di questo lavoro, abbiamo continuato ad essere più amici che colleghi.
Poi è toccato al vicedirettore, dopo due anni di lavoro, non di certo il mio preferito, però l'ho sempre visto come la persona più fragile, quella forse meno disposta a spaccarsi la schiena, ma quello che nel momento del bisogno è sempre lì al tuo fianco, come un orsacchiotto oramai un pò in là con gli anni.
Ora tocca al mio direttore, onestamente la mia guida, il punto di riferimento, la persona con la quale ho parlato di più per questi tre anni, lui sa tutto di me, io non so tutto di lui... l'ho sempre visto come un fratello maggiore, come un amico fidato sempre pronto ad ascoltare e mai a giudicare in maniera pungente, ma sempre pronto a dare il suo punto di vista riflessivo.
Mi rivedevo molto in lui, e credo proprio lui si rivedesse molto in me.
Questa, dopo tre anni passati insieme, sarà la sua ultima settimana in questa banca, lo aspetterà un lavoro simile ma in una realtà diversa.
Aprendo gli occhi, ci sono io con 500 conti aperti, persone che conosco bene solo io, che avranno me come principale punto di riferimento, perchè io ci sono sempre stato...li ho seguiti passo a passo e loro si fidano di me.
So che è normale, capita così in tutti i posti di lavoro, è la vita...lo so bene, però mi fa strano che su 4, dopo 3 anni, sono rimasto solo io di quelli che erano partiti.
Tra l'altro il 25 maggio 2012 , il caso vuole che divento indeterminato, mi troverò a festeggiarlo in un posto a me caro, che sento come casa mia...ma da solo, farò spallucce come al solito, e dirò non mi importa...tanto io ci sto bene da solo.... e penserò per l'ennesima volta, che sono un gran bugiardo!
martedì 15 maggio 2012
Hide and Seek
Non so se definirmi per natura una persona ritardataria,
sta di fatto che per parte della mia vita lo sono stato...
se dovevo essere in un posto ad una determinata ora, partivo sempre all'ultimo, anche se non avevo niente da fare prima, facevo tutto di corsa, magari per arrivare comunque in ritardo.
Da un pò di tempo a questa parte, mi godo il tempo, anche la mattina, andare a lavoro è diventato un piacere...parto prima, arrivo prima...ma non è quello che fa la differenza, non l'ha mai fatta.
Mi godo il viaggio...come questa mattina, finestrino abbassato, aria fresca e radio in sottofondo...hide and seek.
Era da un pò che non la sentivo, le prime volte che l'ho ascoltata non mi ero mai chiesto cosa significasse il titolo, fino a quando non l'ho scoperto, nascondere e trovare.... il nostro nascondino.
Quando ero piccolo mi è sempre piaciuto tantissimo, come piace a tutti i bambini credo..non mi appassionava la parte del trovare, ma quella del nascondermi...
Non so ancora quanto riuscirò a rimanere qua in silenzio, proprio non lo so...sono stanco, lacerato, ma non mi dimentico perchè mi nascondo, come mai potrei farlo... "in qualche modo devo pur difendermi"
spesso però credo dovrei cercare di essere migliore, non degli altri, ma di me stesso....ci sto lavorando non è semplice però.
Più sto nascosto, all'ombra con gli occhi chiusi, più ti vedo che con gli occhi aperti...
come se fosse ieri
come se non fosse passato un anno
come se non fosse passata una vita di mezzo...
come se le scelte e le situazioni, non ci fossero mai state
come se non ci fosse nulla al mondo intorno a noi
come se le mie mani finissero con le tue
e le tue frasi con le mie...
sta di fatto che per parte della mia vita lo sono stato...
se dovevo essere in un posto ad una determinata ora, partivo sempre all'ultimo, anche se non avevo niente da fare prima, facevo tutto di corsa, magari per arrivare comunque in ritardo.
Da un pò di tempo a questa parte, mi godo il tempo, anche la mattina, andare a lavoro è diventato un piacere...parto prima, arrivo prima...ma non è quello che fa la differenza, non l'ha mai fatta.
Mi godo il viaggio...come questa mattina, finestrino abbassato, aria fresca e radio in sottofondo...hide and seek.
Era da un pò che non la sentivo, le prime volte che l'ho ascoltata non mi ero mai chiesto cosa significasse il titolo, fino a quando non l'ho scoperto, nascondere e trovare.... il nostro nascondino.
Quando ero piccolo mi è sempre piaciuto tantissimo, come piace a tutti i bambini credo..non mi appassionava la parte del trovare, ma quella del nascondermi...
Non so ancora quanto riuscirò a rimanere qua in silenzio, proprio non lo so...sono stanco, lacerato, ma non mi dimentico perchè mi nascondo, come mai potrei farlo... "in qualche modo devo pur difendermi"
spesso però credo dovrei cercare di essere migliore, non degli altri, ma di me stesso....ci sto lavorando non è semplice però.
Più sto nascosto, all'ombra con gli occhi chiusi, più ti vedo che con gli occhi aperti...
come se fosse ieri
come se non fosse passato un anno
come se non fosse passata una vita di mezzo...
come se le scelte e le situazioni, non ci fossero mai state
come se non ci fosse nulla al mondo intorno a noi
come se le mie mani finissero con le tue
e le tue frasi con le mie...
mercoledì 9 maggio 2012
Non riesco a non farlo, non decido io quando devo farlo...è come un bisogno che non si può trattenere...
Ora arrivo a casa, accendo il portatile, apro la finestra...non accendo le luci e scrivo, scrivo perchè non decido io quando farlo...
Il rumore, è intenso, assordante...
ho imparato a gestire tutti i tipi di rumori, martelli pneumatici, bambini, adulti arrabbiati, adolescenti che litigano, una folla che urla per entrare, una famiglia dove tutti si parlano sopra, clienti che ti assordano con le domande...sopporto, io sopporto tutto...
ma il rumore assordante del silenzio, non lo so gestire...mi fa male, mi entra dentro e spezza tutte le mie sicurezze...il silenzio, l'assenza, la mancanza...si proprio quella, quella mi uccide.
Uccide qualcosa che è già morto, che non esiste...già....ma non esiste!? se non esiste perchè la sento? perchè la vedo? perchè la respiro?
mi sento osservato, quando non ce la faccio più, alzo lo sguardo e vedo un sorriso...
lo vedo sempre quando ne ho bisogno, so che ci sei...come un angelo sempre al mio fianco, mi dai forza, ma allo stesso tempo la sensazione di essere incompiuto....un qualcosa a metà, in cerca di qualcosa che....che...che non so.
Ora arrivo a casa, accendo il portatile, apro la finestra...non accendo le luci e scrivo, scrivo perchè non decido io quando farlo...
Il rumore, è intenso, assordante...
ho imparato a gestire tutti i tipi di rumori, martelli pneumatici, bambini, adulti arrabbiati, adolescenti che litigano, una folla che urla per entrare, una famiglia dove tutti si parlano sopra, clienti che ti assordano con le domande...sopporto, io sopporto tutto...
ma il rumore assordante del silenzio, non lo so gestire...mi fa male, mi entra dentro e spezza tutte le mie sicurezze...il silenzio, l'assenza, la mancanza...si proprio quella, quella mi uccide.
Uccide qualcosa che è già morto, che non esiste...già....ma non esiste!? se non esiste perchè la sento? perchè la vedo? perchè la respiro?
mi sento osservato, quando non ce la faccio più, alzo lo sguardo e vedo un sorriso...
lo vedo sempre quando ne ho bisogno, so che ci sei...come un angelo sempre al mio fianco, mi dai forza, ma allo stesso tempo la sensazione di essere incompiuto....un qualcosa a metà, in cerca di qualcosa che....che...che non so.
venerdì 27 aprile 2012
365 - potessi trattenere il fiato prima di pensare -
mercoledì 27 aprile 2011
Mi sono ritrovato a cadere a ruzzoloni da una montagna innevata senza sapere dove fossi e dove stessi andato fino a quando non mi sono fermato...
perchè si oggi mi sono fermato...
su un grande patro dove sapevo che qualcosa sarebbe successo.
Non potevo sapere quello che accadeva dall'altra parte della collina, ho visto solo le foglie dell'enorme albero che mi stava accanto,
si sono mosse come se stesse arrivando una tempesta che non sarebbe mai arrivata.
Il mio film finisce qui, io di fianco al mio albero, a guardarci e a capire quanto infondo siamo simili...
con queste radici troppo profonde a tenerci legati e non poterci muovere.
Se mi concentro sento il vento, i fulmini, i tuoni, l'aria che sa di tempesta e poi saprà di arcobaleno...e poi saprà di...di "non so", perchè quello non è il mio di film, il mio finisce oggi.
Ciao, siamo ancora qui, siamo ancora io e te.
Io sono quello che ha paura del buio, che vede le ombre e che percepisce i fantasmi, sono quello che guarda al passato e quando lo fa si commuove un pò.
Io sono la parte femminile, quella gentile, quella che sogna l'impossibile.
Io sono la bellezza, la solarità e l'essere spiritoso, sono quello che hai sempre amato di me.
Tu sei quello che vede oltre, tu fai spallucce e hai le spalle larghe come un armadio.
Tu sei cinico e apparentemente freddo, tu sei inguaribile, sei da dare i nervi, non mi sei mai stato simpatico e probabilmente se solo potessi farei a meno di te.
Non avere paura non sarai mai solo, con te ci sarò io, perchè noi due siamo inseparabili, insieme niente e nessuno ci possono buttare a terra, anche se siamo così diversi ma così uguali. Tanto è che veniamo confusi, perfino scambiati per la stessa persona.
Forse un giorno ringrazierò il destino, forse lo maledirò, o forse semplicemente riderò perchè è questo che si fa, si ride anche se si vorrebbe piangere e poi si ride sempre.
Sogni che durano l'istante di essere vissuto, quell'istante in cui veramente credi che si vada verso un bivio, e questa volta è proprio il tuo di bivio...questa volta tocca a te,
adoro essere il miglior secondo e... rido, rido e rido ancora.
Gatti di neve si sciolgono e diventano acqua, le bugie e i tradimenti svaniscono, quando mi guardi ricordati che ho le spalle larghe, sono cinico e apparentemente freddo e sono tutto questo perchè vedo oltre...e sono tutto questo perchè è la mia autodifesa, perchè se no sarei già impazzito, sarei già morto.
Non sono meglio di nessuno ma sono peggio di tanti, non mi compiango e non mi faccio pena, sono quello che sono e sono quello che sarò, sono sempre stato solo e nella solitudine ci sguazzo..perdonatemi forse è solo buon viso a cattivo gioco..ma io non mi piango addosso.
Troppo a lungo ho scelto di non poter scegliere e di non poter decidere, sono lo spettatore di una vita che non è mia, è di un'altra.
Soffro di vertigini, ho sempre guardato giù dal palazzo seduto a cavalcioni sul cornicione e non ho mai avuto paura, forse perchè non ho mai avuto niente da perdere, quando guardo giù sorrido e non mi chiedete il perchè...
...sentirsi male è più nobile, così dicono.
lunedì 9 aprile 2012
Mine Vaganti
Si va per periodi.
il periodo del silenzio, il periodo dell'avvicinamento poi quello della passione, quello dell'allontanamento e poi si ritorna al silenzio...tutto questo in un circolo vorticoso che ti prende e ti rapisce senza possibilità di uscirne, non se ne esce, perchè sarebbe come far smettere di circolare al sangue, il nostro sangue.
L'aereo era lì, la direzione era un sogno, il cellulare in mano, chiamate, messaggi e promesse si abbracciavano a capricci di due anime innamorate.
Non partire, si parti che io ti raggiungo, ma come faccio?! Mi penserai? Mi vorresti lì con te? Ci sentiremo? Sarà cambiato qualcosa al tuo ritorno? Incontrerai qualcuna o incontrerò qualcuno io?
Il telefono va spento, disse l'assistente di volo, ora lo spengo...ti penserò sempre, tornerò presto, ci sentiamo tra poco e ricordati che ti amo.
Queste parole, furono le ultime di un capitolo, di un romanzo fin troppo lungo per non sembrare scritto da una persona.
Il film incominciò poco dopo, Mine Vaganti...era un nome già sentito, un film che però non si era mai visto. Ambientato in un terra calda, passionale, straziata dal sole e baciata dal mare, dove i sentimenti raramente rimangono tali, si trasformano in terra, in ricordi che prendono vita, in ulivi che nascono da un terreno arido ma solo in apparenza, un terreno ricco e commovente già sotto il primo strato.
Lecce, Salento.
Moltissimi gli spunti interessanti, uno più di tutti...amori impossibili.
Dunque è questo quello che è, e che è sempre stato?! E' per questo che non perde di intensità, di passione, di voglia, di attrazione, di tenerezza?
L'amore degli uomini finisce e forse quello delle anime non smette mai?
Il film finisce e l'aereo atterra
il mare è lì davanti
uno sguardo sale al cielo...
è cambiato qualcosa?
Credo di si...i segnali ci vengono dati per un determinato motivo, anche se noi, noi non ce ne accorgiamo o non vogliamo vederli.
Io lo sapevo, "Welcome to Miami" era la scritta,
ma nella mia testa c'erano solo ulivi e una foto di qualche anno prima
un ragazzo e una ragazza in abito bianco (che poteva sembrare da sposa)
una foto chiusa in quadro e chiusa in armadio.
Ma mai chiusa nel mio cuore.
Io ci ho provato
vado in fabbrica tutte le mattine,
lavoro, tocco la pasta, come dice la Nonna
vedo le scatole che partono per tutto il mondo,
ma non mi importa, non sento niente.
Di notte, mentre voi dormite, qua dentro sapete che faccio?!
scrivo le cose che vedo, quelle che penso,
quelle che voglio dire
diventano vere,
riesco a dire quello che sento
come io nella vita a voce non riesco a fare.
Si, perchè io, io non so parlare
anche con voi per esempio,
quando mi fate una domanda
mi viene voglia di dirvi, aspettate un attimo
adesso vado di là, la scrivo e ve la faccio leggere,
così magari mi capite,
riesco a spiegarmi meglio.
Questo voglio fare nella mia vita,
voglio scrivere
il periodo del silenzio, il periodo dell'avvicinamento poi quello della passione, quello dell'allontanamento e poi si ritorna al silenzio...tutto questo in un circolo vorticoso che ti prende e ti rapisce senza possibilità di uscirne, non se ne esce, perchè sarebbe come far smettere di circolare al sangue, il nostro sangue.
L'aereo era lì, la direzione era un sogno, il cellulare in mano, chiamate, messaggi e promesse si abbracciavano a capricci di due anime innamorate.
Non partire, si parti che io ti raggiungo, ma come faccio?! Mi penserai? Mi vorresti lì con te? Ci sentiremo? Sarà cambiato qualcosa al tuo ritorno? Incontrerai qualcuna o incontrerò qualcuno io?
Il telefono va spento, disse l'assistente di volo, ora lo spengo...ti penserò sempre, tornerò presto, ci sentiamo tra poco e ricordati che ti amo.
Queste parole, furono le ultime di un capitolo, di un romanzo fin troppo lungo per non sembrare scritto da una persona.
Il film incominciò poco dopo, Mine Vaganti...era un nome già sentito, un film che però non si era mai visto. Ambientato in un terra calda, passionale, straziata dal sole e baciata dal mare, dove i sentimenti raramente rimangono tali, si trasformano in terra, in ricordi che prendono vita, in ulivi che nascono da un terreno arido ma solo in apparenza, un terreno ricco e commovente già sotto il primo strato.
Lecce, Salento.
Moltissimi gli spunti interessanti, uno più di tutti...amori impossibili.
Dunque è questo quello che è, e che è sempre stato?! E' per questo che non perde di intensità, di passione, di voglia, di attrazione, di tenerezza?
L'amore degli uomini finisce e forse quello delle anime non smette mai?
Il film finisce e l'aereo atterra
il mare è lì davanti
uno sguardo sale al cielo...
è cambiato qualcosa?
Credo di si...i segnali ci vengono dati per un determinato motivo, anche se noi, noi non ce ne accorgiamo o non vogliamo vederli.
Io lo sapevo, "Welcome to Miami" era la scritta,
ma nella mia testa c'erano solo ulivi e una foto di qualche anno prima
un ragazzo e una ragazza in abito bianco (che poteva sembrare da sposa)
una foto chiusa in quadro e chiusa in armadio.
Ma mai chiusa nel mio cuore.
Io ci ho provato
vado in fabbrica tutte le mattine,
lavoro, tocco la pasta, come dice la Nonna
vedo le scatole che partono per tutto il mondo,
ma non mi importa, non sento niente.
Di notte, mentre voi dormite, qua dentro sapete che faccio?!
scrivo le cose che vedo, quelle che penso,
quelle che voglio dire
diventano vere,
riesco a dire quello che sento
come io nella vita a voce non riesco a fare.
Si, perchè io, io non so parlare
anche con voi per esempio,
quando mi fate una domanda
mi viene voglia di dirvi, aspettate un attimo
adesso vado di là, la scrivo e ve la faccio leggere,
così magari mi capite,
riesco a spiegarmi meglio.
Questo voglio fare nella mia vita,
voglio scrivere
sabato 31 marzo 2012
il canto della sirena
gli occhi così grandi da farti vedere un altro mondo, ti dimentichi di tutto il resto, di quello che c'è stato e di tutto quello che mai ci sarà...
il viso è tondo come quello di una bambola, perfetto in ogni suo contorno...perfettamente colorato come neanche un pittore potrebbe mai fare, le gote sono di un rosa rossastro a farti capire che niente è finzione...è tutto vero.
ciglia lunghe e perfette sono pronte ad accarezzarti il volto, insieme a delle labbra che lasciano letteralmente senza fiato...morbide e umide al punto giusto, fatte per baciare, per essere baciate e mordicchiate.
le movenze sono perfette, eleganti e conturbanti, la sensualità ti trascina in un vortice e non riesci neanche ad accorgertene.
i fianchi poi, poi i fianchi non possono neanche essere descritti...non puoi fare altro che guardarli a bocca aperta.
dalla sua bocca escono solo parole dolci, come una canzone che non puoi fare a meno di ascoltare, come una canzone che hai sempre avuto dentro di te, e ti ricorda solo qualcosa di piacevole e rassicurante.
su quella barchetta in mezzo al mare il giovane pescatore così la vide, con queste sembianze...lei spuntava dall'acqua...e che fosse una sirena non faceva la minima differenza.
il suo abbraccio voleva portarlo sul fondo del mare, dove lei viveva, dove lei aveva scelto di vivere...con tutto ciò che ne conseguiva.
lui lo sapeva, che sarebbe finito sul fondo dell'oceano e che sarebbe spirato ancora prima di aver capito cosa stesse succedendo...ma quegli occhi, quel viso e quel canto....valevano la pena di morire.
nel momento in cui entrò non fece neanche un respiro profondo, non gli interessava respirare, sarebbe stato tempo sprecato...la sua aria e il suo respiro, sarebbero stati da quel momento, quegli occhi blu cobalto e quell'abbraccio eterno che non poteva finire mai...
con un sorriso storto, entrò nell'acqua e non lo videro più.
il viso è tondo come quello di una bambola, perfetto in ogni suo contorno...perfettamente colorato come neanche un pittore potrebbe mai fare, le gote sono di un rosa rossastro a farti capire che niente è finzione...è tutto vero.
ciglia lunghe e perfette sono pronte ad accarezzarti il volto, insieme a delle labbra che lasciano letteralmente senza fiato...morbide e umide al punto giusto, fatte per baciare, per essere baciate e mordicchiate.
le movenze sono perfette, eleganti e conturbanti, la sensualità ti trascina in un vortice e non riesci neanche ad accorgertene.
i fianchi poi, poi i fianchi non possono neanche essere descritti...non puoi fare altro che guardarli a bocca aperta.
dalla sua bocca escono solo parole dolci, come una canzone che non puoi fare a meno di ascoltare, come una canzone che hai sempre avuto dentro di te, e ti ricorda solo qualcosa di piacevole e rassicurante.
su quella barchetta in mezzo al mare il giovane pescatore così la vide, con queste sembianze...lei spuntava dall'acqua...e che fosse una sirena non faceva la minima differenza.
il suo abbraccio voleva portarlo sul fondo del mare, dove lei viveva, dove lei aveva scelto di vivere...con tutto ciò che ne conseguiva.
lui lo sapeva, che sarebbe finito sul fondo dell'oceano e che sarebbe spirato ancora prima di aver capito cosa stesse succedendo...ma quegli occhi, quel viso e quel canto....valevano la pena di morire.
nel momento in cui entrò non fece neanche un respiro profondo, non gli interessava respirare, sarebbe stato tempo sprecato...la sua aria e il suo respiro, sarebbero stati da quel momento, quegli occhi blu cobalto e quell'abbraccio eterno che non poteva finire mai...
con un sorriso storto, entrò nell'acqua e non lo videro più.
domenica 18 marzo 2012
credo non sia facile, ma neanche impossibile....
quello che hai sempre visto non lo vedrai più, le sensazioni sono come i posti, diversi...
credevo sarebbe successo, anche se una parte di me...insomma, una parte non si rassegnava all'idea.
con il senno di poi magari penserò che è giusto così, o non lo penserò affatto...in definitiva sarebbe meglio non pensare niente.
in effetti la vita è come il gioco dello Shanghai, ogni bastoncino è collegato ad altri, se ne tocchi uno...vai decisamente a toccare tutti gli altri, per quanto tu non voglia farlo.
è una nuova avventura...e va affrontata a test alta senza guardarsi indietro...
già, guardarsi indietro...guardarsi indietro...non succederà, quasi mai....
il quadro di Praga ha finalmente trovato il suo posto...sul muro...vicino al bagno...dove sarebbe dovuto stare...
quello che hai sempre visto non lo vedrai più, le sensazioni sono come i posti, diversi...
credevo sarebbe successo, anche se una parte di me...insomma, una parte non si rassegnava all'idea.
con il senno di poi magari penserò che è giusto così, o non lo penserò affatto...in definitiva sarebbe meglio non pensare niente.
in effetti la vita è come il gioco dello Shanghai, ogni bastoncino è collegato ad altri, se ne tocchi uno...vai decisamente a toccare tutti gli altri, per quanto tu non voglia farlo.
è una nuova avventura...e va affrontata a test alta senza guardarsi indietro...
già, guardarsi indietro...guardarsi indietro...non succederà, quasi mai....
il quadro di Praga ha finalmente trovato il suo posto...sul muro...vicino al bagno...dove sarebbe dovuto stare...
lunedì 13 febbraio 2012
martedì 3 gennaio 2012
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