Salvarsi la vita, non è solamente impedirsi di morire fisicamente,
ma salvare la nostra persona da maltrattamenti morali, a volte anche da quelli fisici, anche se non si sa per quale motivo, si è dipendenti da questi comportamenti,
come se fosse la giusta punizione per la nostra inadeguatezza, per il nostro valere nulla…e quindi dobbiamo pagare, “giustamente pagare”, non rendendoci conto che distruggiamo il nostro “io”…la nostra identità di persona.
Ti ricordi quando mi hai chiesto se avevo le pastiglie per la felicità?
La pastiglia è la vita. Vivi, buttati, apriti, ascoltati. Le tue paure, le tue ansie
sono dovute al fatto che tu esisti ma non vivi. Sei castrato nei sentimenti.
Sei bloccato. Ti ricordi quella frase di Oscar Wilde?
Diceva che vivere è la cosa più rara al mondo.
La maggior parte della gente esiste, e nulla più.
Comunque, scherzi a parte, io non voglio fare grandi discorsi sul vivere e sull’esistere. E’ tutto molto più semplice. Se vuoi essere felice, se vuoi essere libero, impara ad amare. Ad amare, e a lasciarti amare.
Avevo capito che rinunciare a se stessi, non amarsi è come sbagliare
a chiudere il primo bottone della camicia. Tutti gli altri poi sono sbagliati di conseguenza. Amarsi è l'unica certezza per riuscire ad amare davvero gli altri.
Non è importante quanto aspetti, ma chi aspetti. "Il giorno in più"
...è proprio vero...
sabato 28 giugno 2008
venerdì 27 giugno 2008
come neve al sole
C'è uno dei miei pezzi preferiti di un grande film che recita così.
Frank TJ Mackey (Tom Cruise) in Magnolia.
Dopo essersi sentito fare il terzo grado da una giornalista, sul suo passato...sulla sua vita, sulla sua famiglia, sulle sue passioni...dopo essere stato messo spalle al muro, dopo avergli aperto tutte le ferite, perfino quelle più nascoste, questo personaggio che fa dell'aggressività la sua più grande caratteristica si prende diversi secondi di silenzio, e all'ennesima domanda della giornalista "Cosa stai facendo Frank?" lui risponde solo: "Ti sto giudicando in silenzio" "I'm quietly judging you"
Non c'è bisogno di alzare la voce, arrabbiarsi, le sensazioni più forti e intense sono quelle che stanno dentro di noi...anche se fingiamo di essere "senza cuore".
Una frase, una foto, un ricordo a volte perfino un messaggio cosa può fare...
Vogliamo la libertà, la libertà di essere liberi, la libertà di essere incatenati a noi stessi...la libertà di sentirci liberi, la libertà di scappare, la libertà di non dover dare spiegazioni, perchè non le vogliamo dare a noi stessi.
Libertà di scegliere quello che ci fa stare meglio...la libertà di combattere per ciò che ci fa stare peggio, la libertà delle emozioni che non riusciamo a provare. Bramiamo la libertà, è il nostro guscio...quello nel quale ci troviamo con dentro niente, tranne che noi stessi rannicchiati a chiederci, quanta libertà vogliamo ancora per sentirci noi stessi? Ce la stiamo godendo poi così tanto la nostra libertà? Era questo che volevamo? Sentirci tremendamente soli..ma liberi di essere liberamente liberi.
Non ho mai amato le montagne russe, quel salire e scendere mi ha sempre creato una discreta nausea, il non capire fino a che punto si sta per arrivare prima di essere lasciati cadere verso il basso, per poi rialzarsi di improvviso...come e più di prima.
Bello...bah, dopo un pò stufa direi.
In tutto ciò mi sento come neve al sole...
Frank TJ Mackey (Tom Cruise) in Magnolia.
Dopo essersi sentito fare il terzo grado da una giornalista, sul suo passato...sulla sua vita, sulla sua famiglia, sulle sue passioni...dopo essere stato messo spalle al muro, dopo avergli aperto tutte le ferite, perfino quelle più nascoste, questo personaggio che fa dell'aggressività la sua più grande caratteristica si prende diversi secondi di silenzio, e all'ennesima domanda della giornalista "Cosa stai facendo Frank?" lui risponde solo: "Ti sto giudicando in silenzio" "I'm quietly judging you"
Non c'è bisogno di alzare la voce, arrabbiarsi, le sensazioni più forti e intense sono quelle che stanno dentro di noi...anche se fingiamo di essere "senza cuore".
Una frase, una foto, un ricordo a volte perfino un messaggio cosa può fare...
Vogliamo la libertà, la libertà di essere liberi, la libertà di essere incatenati a noi stessi...la libertà di sentirci liberi, la libertà di scappare, la libertà di non dover dare spiegazioni, perchè non le vogliamo dare a noi stessi.
Libertà di scegliere quello che ci fa stare meglio...la libertà di combattere per ciò che ci fa stare peggio, la libertà delle emozioni che non riusciamo a provare. Bramiamo la libertà, è il nostro guscio...quello nel quale ci troviamo con dentro niente, tranne che noi stessi rannicchiati a chiederci, quanta libertà vogliamo ancora per sentirci noi stessi? Ce la stiamo godendo poi così tanto la nostra libertà? Era questo che volevamo? Sentirci tremendamente soli..ma liberi di essere liberamente liberi.
Non ho mai amato le montagne russe, quel salire e scendere mi ha sempre creato una discreta nausea, il non capire fino a che punto si sta per arrivare prima di essere lasciati cadere verso il basso, per poi rialzarsi di improvviso...come e più di prima.
Bello...bah, dopo un pò stufa direi.
In tutto ciò mi sento come neve al sole...
giovedì 26 giugno 2008
venerdì 20 giugno 2008
Mettere in pausa...

Mettere in pausa, giusto:
cosa intendi per mettere in pausa?
voglio dire, che cosa metti in pausa?
adoro ascoltare le canzoni, ascoltarle mentre faccio altro...quando le ascolto a casa, piuttosto che metterle in pausa, alzo la musica al massimo volume e vado in un'altra stanza a fare quello che devo fare.
poi quando vado in giro, proprio non riesco a farne a meno, ho sempre una canzone da ascoltare per un posto dove andare...una delle più belle sensazioni che abbia mai provato è stato girare Central Park insieme a tutte le persone che conoscevo, già perchè ogni canzone mi ricorda una situazione o una persona, con le quali non smetto mai di condividere quello che vivo attraverso le canzoni.
sono una colonna sonora, non le tengo mai al massimo volume, anzi...mi piace sentire tutto quello che mi accade attorno, le persone che parlano; una coppia che ride e una che litiga perchè forse qualcuno dei due non ha detto proprio tutta la verità...e poi ancora i bambini in gita con la scuola, una donna in carriera che parla al cellulare gesticolando come se la persona con cui parla vedesse tutte le sue espressioni e i suoi movimenti delle mani...un signore anziano con un cappello in testa che gira da solo, si gusta ogni passo e manda uno sguardo di tenerezza per qualsiasi cosa che vede...due avvocati che giocano a basket al campetto in pausa pranzo, sognando di essere star della NBA e ricordando ognuno all'altro di essere solo se stessi, raccontandosi tutti i problemi della vita di ogni giorno tra un tiro e un altro.
Non mi piace farlo con le canzoni, non lo faccio con le situazioni e a maggior ragione con le persone.
Perchè se metti in pausa una di queste cose, quello che avrai dopo non è più la stessa cosa, anzi è molto spesso una cosa talmente diversa da sembrare quasi il suo opposto.
Voler credere e sperare poi è sacrosanto...solo che non capisco come si può credere e sperare a qualcosa che non si desidera abbastanza.
Io so che ci sono le sfumature, sono un pò il re delle sfumature, però credo che una cosa o la si voglia tanto da combattere per essa, oppure no.
Nel "no" poi ci sono mille ragioni; paura, fragilità, noia, voglia di divertirsi, paura di non essere adeguati, un'altra persona...più di un'altra persona, essere troppo complicati.
Quante volte le avete sentite,eh? Beh le sentirete ancora, ancora e ancora...perchè di verità o di scuse non ce ne sono mai abbastanza.
Conosco persone che vorrebbero essere il centro di un'altra persona, di essere un pensiero costante, altre non sono pronte ad essere neanche il centro di se stessi...è bello vedere tutte queste diversità in fondo, ti aiutano ad accettare anche la crudeltà della vita.
Ero convinto che si potesse scegliere tra due persone, io so di poter scegliere tra due persone...non è facile ma posso farlo. Tu puoi scegliere tra due persone, ma io non voglio che tu scelga, scelgo io...ho abbastanza il cuore di ghiaccio e la faccia da culo per poterlo fare, e lo faccio.
Perchè tu non puoi scegliere tra me e te.
"Ci sono validi motivi per cui dovrei evitare di dirtelo
ma dal momento che mi scrivi dirò
che l'ho capito da subito
perché sei?
perché sei tu che quando arrivi sorridi
e a me mi gira benissimo
e sempre tu che se decidi ti giri
e mi pugnali in un attimo
così succede che mi pare che va bene
e invece non va
e se migliora allora peggiorerà
oppure
sono sicuro che va male arrivo di là
e te lo dico tu mi dici "ma va"?
e ancora
a me succede che va bene
e invece non va
e se migliora allora peggiorerà
oppure
sono sicuro che va male arrivo di là
e te lo dico tu mi dici "ti va"?
ma io così non vado avanti..."
Daniele Silvestri
ma dal momento che mi scrivi dirò
che l'ho capito da subito
perché sei?
perché sei tu che quando arrivi sorridi
e a me mi gira benissimo
e sempre tu che se decidi ti giri
e mi pugnali in un attimo
così succede che mi pare che va bene
e invece non va
e se migliora allora peggiorerà
oppure
sono sicuro che va male arrivo di là
e te lo dico tu mi dici "ma va"?
e ancora
a me succede che va bene
e invece non va
e se migliora allora peggiorerà
oppure
sono sicuro che va male arrivo di là
e te lo dico tu mi dici "ti va"?
ma io così non vado avanti..."
Daniele Silvestri
giovedì 12 giugno 2008
Nella mitologia greca Icaro era figlio dell'inventore Dedalo e di Naucrate, una schiava di Minosse.
A Creta il re Minosse aveva chiesto a Dedalo di costruire il labirinto per il Minotauro. Avendolo costruito, e quindi conoscendone la struttura, Dedalo vi fu rinchiuso con il figlio. Per scappare, Dedalo costruì delle ali con delle penne e le attaccò ai loro corpi con la cera. Malgrado gli avvertimenti del padre di non volare troppo alto, Icaro si fece prendere dall'ebrezza del volo e si avvicinò troppo al sole ; il calore fuse la cera, facendolo cadere nel mare dove morì.
La tradizione lo porta come esempio di chi tenta di compiere azioni fuori dalla propria portata e senza averne i mezzi sufficienti.
Credo sia troppo tempo che non vedo più la realtà.
Non so esattamente se si tratti di non volerla vedere o proprio il non riuscire ad accorgersi di quello che si ha davanti ai propri occhi.
E' arrivato il tempo di guardarla, di capire quello che non si vuole capire.
Di rompere le dighe..ho sempre saputo di avere le ali...ali di cera appunto.
Solo io so quanto ho volato alto, vicino al sole, per un momento mi è sembrato quasi di poterlo toccare...la luce era così brillante, inebriante, appagante...
bruciava? da morire..bruciava come non mai...ma in fondo era così bello.
E' stato bello..stupido..ingenuo, ma tremendamente bello.
"Fuori dalla propria portata", esattamente questo..non sono fatto per le cose fuori dalla mia portata.
Non mi ci trovo, non sono buono in questo...anzi a dirla tutta sono tremendo, sono impacciato, mi sento inadeguato.
Le piccole cose, accontentiamoci di quelle.
Cercherò di essere la migliore persona possibile, ma non proverò mai più ad essere quello che non sono.
A Creta il re Minosse aveva chiesto a Dedalo di costruire il labirinto per il Minotauro. Avendolo costruito, e quindi conoscendone la struttura, Dedalo vi fu rinchiuso con il figlio. Per scappare, Dedalo costruì delle ali con delle penne e le attaccò ai loro corpi con la cera. Malgrado gli avvertimenti del padre di non volare troppo alto, Icaro si fece prendere dall'ebrezza del volo e si avvicinò troppo al sole ; il calore fuse la cera, facendolo cadere nel mare dove morì.
La tradizione lo porta come esempio di chi tenta di compiere azioni fuori dalla propria portata e senza averne i mezzi sufficienti.
Credo sia troppo tempo che non vedo più la realtà.
Non so esattamente se si tratti di non volerla vedere o proprio il non riuscire ad accorgersi di quello che si ha davanti ai propri occhi.
E' arrivato il tempo di guardarla, di capire quello che non si vuole capire.
Di rompere le dighe..ho sempre saputo di avere le ali...ali di cera appunto.
Solo io so quanto ho volato alto, vicino al sole, per un momento mi è sembrato quasi di poterlo toccare...la luce era così brillante, inebriante, appagante...
bruciava? da morire..bruciava come non mai...ma in fondo era così bello.
E' stato bello..stupido..ingenuo, ma tremendamente bello.
"Fuori dalla propria portata", esattamente questo..non sono fatto per le cose fuori dalla mia portata.
Non mi ci trovo, non sono buono in questo...anzi a dirla tutta sono tremendo, sono impacciato, mi sento inadeguato.
Le piccole cose, accontentiamoci di quelle.
Cercherò di essere la migliore persona possibile, ma non proverò mai più ad essere quello che non sono.
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