sabato 31 marzo 2012

il canto della sirena

gli occhi così grandi da farti vedere un altro mondo, ti dimentichi di tutto il resto, di quello che c'è stato e di tutto quello che mai ci sarà...
il viso è tondo come quello di una bambola, perfetto in ogni suo contorno...perfettamente colorato come neanche un pittore potrebbe mai fare, le gote sono di un rosa rossastro a farti capire che niente è finzione...è tutto vero.
ciglia lunghe e perfette sono pronte ad accarezzarti il volto, insieme a delle labbra che lasciano letteralmente senza fiato...morbide e umide al punto giusto, fatte per baciare, per essere baciate e mordicchiate.
le movenze sono perfette, eleganti e conturbanti, la sensualità ti trascina in un vortice e non riesci neanche ad accorgertene.
i fianchi poi, poi i fianchi non possono neanche essere descritti...non puoi fare altro che guardarli a bocca aperta.
dalla sua bocca escono solo parole dolci, come una canzone che non puoi fare a meno di ascoltare, come una canzone che hai sempre avuto dentro di te, e ti ricorda solo qualcosa di piacevole e rassicurante.
su quella barchetta in mezzo al mare il giovane pescatore così la vide, con queste sembianze...lei spuntava dall'acqua...e che fosse una sirena non faceva la minima differenza.
il suo abbraccio voleva portarlo sul fondo del mare, dove lei viveva, dove lei aveva scelto di vivere...con tutto ciò che ne conseguiva.
lui lo sapeva, che sarebbe finito sul fondo dell'oceano e che sarebbe spirato ancora prima di aver capito cosa stesse succedendo...ma quegli occhi, quel viso e quel canto....valevano la pena di morire.
nel momento in cui entrò non fece neanche un respiro profondo, non gli interessava respirare, sarebbe stato tempo sprecato...la sua aria e il suo respiro, sarebbero stati da quel momento, quegli occhi blu cobalto e quell'abbraccio eterno che non poteva finire mai...
con un sorriso storto, entrò nell'acqua e non lo videro più.

domenica 18 marzo 2012

credo non sia facile, ma neanche impossibile....
quello che hai sempre visto non lo vedrai più, le sensazioni sono come i posti, diversi...
credevo sarebbe successo, anche se una parte di me...insomma, una parte non si rassegnava all'idea.
con il senno di poi magari penserò che è giusto così, o non lo penserò affatto...in definitiva sarebbe meglio non pensare niente.
in  effetti la vita è come il gioco dello Shanghai, ogni bastoncino è collegato ad altri, se ne tocchi uno...vai decisamente a toccare tutti gli altri, per quanto tu non voglia farlo.
è una nuova avventura...e va affrontata a test alta senza guardarsi indietro...
già, guardarsi indietro...guardarsi indietro...non succederà, quasi mai....


il quadro di Praga ha finalmente trovato il suo posto...sul muro...vicino al bagno...dove sarebbe dovuto stare...