C'è uno dei miei pezzi preferiti di un grande film che recita così.
Frank TJ Mackey (Tom Cruise) in Magnolia.
Dopo essersi sentito fare il terzo grado da una giornalista, sul suo passato...sulla sua vita, sulla sua famiglia, sulle sue passioni...dopo essere stato messo spalle al muro, dopo avergli aperto tutte le ferite, perfino quelle più nascoste, questo personaggio che fa dell'aggressività la sua più grande caratteristica si prende diversi secondi di silenzio, e all'ennesima domanda della giornalista "Cosa stai facendo Frank?" lui risponde solo: "Ti sto giudicando in silenzio" "I'm quietly judging you"
Non c'è bisogno di alzare la voce, arrabbiarsi, le sensazioni più forti e intense sono quelle che stanno dentro di noi...anche se fingiamo di essere "senza cuore".
Una frase, una foto, un ricordo a volte perfino un messaggio cosa può fare...
Vogliamo la libertà, la libertà di essere liberi, la libertà di essere incatenati a noi stessi...la libertà di sentirci liberi, la libertà di scappare, la libertà di non dover dare spiegazioni, perchè non le vogliamo dare a noi stessi.
Libertà di scegliere quello che ci fa stare meglio...la libertà di combattere per ciò che ci fa stare peggio, la libertà delle emozioni che non riusciamo a provare. Bramiamo la libertà, è il nostro guscio...quello nel quale ci troviamo con dentro niente, tranne che noi stessi rannicchiati a chiederci, quanta libertà vogliamo ancora per sentirci noi stessi? Ce la stiamo godendo poi così tanto la nostra libertà? Era questo che volevamo? Sentirci tremendamente soli..ma liberi di essere liberamente liberi.
Non ho mai amato le montagne russe, quel salire e scendere mi ha sempre creato una discreta nausea, il non capire fino a che punto si sta per arrivare prima di essere lasciati cadere verso il basso, per poi rialzarsi di improvviso...come e più di prima.
Bello...bah, dopo un pò stufa direi.
In tutto ciò mi sento come neve al sole...
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