domenica 3 maggio 2009





Alcuni pensano sia semplice accendere un fuoco, della carta, qualche ramo, possibilmente non impregnato di umidità e il gioco è fatto...se poi non si accende, c'è sempre l'alcol e la diavolina.
Ma non funziona così, tutto ha una sua posizione...la carta va messa in un determinato modo, i legnetti più piccoli stanno sopra la carta e immediatamente dopo ci saranno quelli più grandi, l'aria è importante, va lasciata aria...spazio per respirare al fuoco, se no è tutto sprecato, viene soffocato ancora prima di essere acceso.
Durante le prime frasi le scintille si propagano dal basso verso l'alto, e in breve tempo il fuoco ha circondato tutto fino a toccare la legna più grande, e quando questa infine brucia hai raggiunto lo scopo, sarà quella che terrà vivo il fuoco.
Quando il tutto finisce non rimane più molto, solo cenere che va a ricoprire ancora i tizzoni ardenti che vengono soffocati, tutto sembra morto..finito..eppure basta un soffio di vento per scoprire quello che c'è ancora sotto, che era solo nascosto.
E' buffo come tutto quel calore, quel rumore, le scintille e la luce che inebriava sparisca in un niente e in maniera così docile e quieta, senza un sussulto, senza un ultimo grido o un'ultima carezza di luce. Come se fosse stanco di vivere e di esistere si spegne perchè non serve più, non da più gioia agli occhi di chi ne godeva.
Le distanze di sicurezza sono la nostra assicurazione, ci sono quelle che ci danno gli altri, quelle che diamo agli altri e sopratutto quelle che diamo a noi stessi.
Sono fondamentali per noi stessi, servono per farci vivere meglio, per non farci del male o farne ad altri.
Come si fanno a conoscere le cose dalle quali stare distanti? Bè, bisogna prima sbatterci sopra, farsi male, soffrire...se no non lo sapremmo mai.
Proprio in mezzo a queste distanze di sicurezza nascono mondi paralleli, nei quali non riusciamo a vivere, tranne che nei sogni, quelli con un brusco risveglio alle 5 del mattino, pensando si essere stati catapultati in una di quelle realtà che le nostre distanze hanno costruito.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

nonostante le mie distanze di sicurezza faccio 1000 incidenti... bà...

Anonimo ha detto...

...mi dispiace...