lunedì 21 maggio 2012

Monday

Ah...quindi è così!? no perchè non lo sapevo...
Il lunedì sera i single fanno la spesa...buono a sapersi.
Sarà un'altra tradizione come il giovedì sera di libera uscita per il calcetto degli ammogliati, ma sinceramente fino ad oggi non me ne ero mai accorto.
Tra un bancale e una corsia, mi ritrovo in mezzo a zombie...girano come posseduti, senza un anima, guardano prodotti, toccano per constatare la bontà della merce...ma si vede lontano un miglio che non sanno quello che fanno.
Non sanno dove andare, ne tanto meno cosa comprare, perchè non hanno una lista in mano, una lista che qualcun altro avrebbe dovuto scrivergli.
Trovo ressa solo nella zona dei sughi già preparati...pesto, bolognese e amatriciana, sono già quasi tutti finiti...
La zona dei detersivi e stracci per pulizie non la vedono neanche, ci passano in mezzo come se non esistesse...e io che invece sono qui mi sento diverso in un mondo di uguali.

Sindrome dell'abbandono
Lavoro in una filiale di banca, in un paesino di campagna, entrano poche persone, perchè il paese oramai non lo vive nessuno, la gente lavora nelle metropoli e torna a casa solo per dormire.
Nella mia filiale siamo in quattro, siamo sempre stati in quattro, io insieme ad altri tre colleghi abbiamo aperto la filiale, abbiamo sistemato ogni singolo armadio, ogni singolo conto, ogni angolo, a nostra immagine e somiglianza...perchè questo è il lato positivo quando prendi in mano qualcosa di nuovo.
Mi sono affezionato ad ognuno di loro, chi più chi meno, ma tutti li ho sempre sentiti più come amici che come colleghi...sbagliando, ma sapendo fin dall'inizio di sbagliare.
Prima mi hanno tolto il collega più giovane, un ragazzo della mia età, dopo un anno di lavoro...oramai ci trovavamo a memoria l'uno con l'altro, infatti anche al di fuori di questo lavoro, abbiamo continuato ad essere più amici che colleghi.
Poi è toccato al vicedirettore, dopo due anni di lavoro, non di certo il mio preferito, però l'ho sempre visto come la persona più fragile, quella forse meno disposta a spaccarsi la schiena, ma quello che nel momento del bisogno è sempre lì al tuo fianco, come un orsacchiotto oramai un pò in là con gli anni.
Ora tocca al mio direttore, onestamente la mia guida, il punto di riferimento, la persona con la quale ho parlato di più per questi tre anni, lui sa tutto di me, io non so tutto di lui... l'ho sempre visto come un fratello maggiore, come un amico fidato sempre pronto ad ascoltare e mai a giudicare in maniera pungente, ma sempre pronto a dare il suo punto di vista riflessivo.
Mi rivedevo molto in lui, e credo proprio lui si rivedesse molto in me.
Questa, dopo tre anni passati insieme, sarà la sua ultima settimana in questa banca, lo aspetterà un lavoro simile ma in una realtà diversa.
Aprendo gli occhi, ci sono io con 500 conti aperti, persone che conosco bene solo io, che avranno me come principale punto di riferimento, perchè io ci sono sempre stato...li ho seguiti passo a passo e loro si fidano di me.
So che è normale, capita così in tutti i posti di lavoro, è la vita...lo so bene, però mi fa strano che su 4, dopo 3 anni, sono rimasto solo io di quelli che erano partiti.
Tra l'altro il 25 maggio 2012 , il caso vuole che divento indeterminato, mi troverò a festeggiarlo in un posto a me caro, che sento come casa mia...ma da solo, farò spallucce come al solito, e dirò non mi importa...tanto io ci sto bene da solo.... e penserò per l'ennesima volta, che sono un gran bugiardo!




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