Come sportivo so che le partite più belle sono quelle giocate a viso aperto, quando punti tutto sui tuoi punti di forza e non ti focalizzi troppo sulle tue lacune. Anche se uno non dovesse essere uno sportivo penso però che troverebbe le partite estremamente noiose o monotone tutte quelle che si basano e puntano tutto sulla difesa.
Non si impara certo oggi che quando una squadra gioca a suo modo e vince una partita, l'errore più grosso che possa fare è quello di mettersi sulla difensiva..è il modo migliore per buttare tutto all'aria.
In fondo è solo una stupida metafora...ma se non lo fosse?!
Viviamo in un mondo dove i rapporti personali sono governati dalla difesa.
Dovrei forse essere più chiaro..allora porterò alcuni esempi:
- non mi voglio impegnare al momento
- è un periodo un pò difficile
- sto cercando di trovare me stesso
- ho bisogno di libertà in questo momento
- non voglio troppe menate
- ho mille impegni
queste sono solo alcune delle innumerevoli tattiche difensive che usiamo, non si chiameranno "zona" o "catenaccio" ma il risultato è uguale, una noia mortale.
Siamo in un labirinto creato da noi stessi e ogni giorno che passa ci costruiamo muri più alti per non riuscire a vedere quello che c'è fuori e come in un vorticoso gioco di specchi l'unica cosa che possiamo e vogliamo vedere siamo noi stessi...
la nostra felicità
la nostra libertà
il nostro divertimento
La mia domanda è questa:
ma ci stiamo veramente divertendo in questo modo?
1 commento:
La verità è che più che una partita, dove magari trovi pure la lucidità per un terzo tempo sul finale, la vita è una guerra. Una guerra dove non si pareggia, o si vince o si perde, fino all'ultimo sangue, con morti stecchiti da una parte e dall'altra. La verità è che la guerra è verità e solo su questo vale la pena di appoggiarsi. Sei un po' come quel soldato che prima di sparare ci mette quel secondo in più che potrebbe costargli caro. Quel soldato che prima di sparare pensa a cosa c'è nella testa dell'altro soldato, se ha una fidanzata dalle mutandine rosa anche lui, se esce a bere una birra con gli amici anche lui, se magari ascolta la tua stessa musica. La domanda non è se ci divertiamo o meno. La domanda è: quanti secondi passeranno prima che l'altro spari.
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