giovedì 22 ottobre 2009

Le fantasie non devono essere mai realistiche, poichè nel momento che otteniamo ciò che cerchiamo, non lo vogliamo, non possiamo volerlo più.
Per poter continuare ad esistere, il desiderio deve avere i suoi oggetti eternamente assenti.
Non è quella cosa che noi vogliamo, ma la fantasia di quella cosa, quindi il desiderio alimenta solo fantasie utopistiche.
Noi siamo veramente felici solo quando sogniamo ad occhi aperti la futura felicità, o perchè diciamo vale più la caccia che la preda, o sta attento a quello che desideri, non perchè lo otterrai, ma perchè sei destinato a non volerlo più una volta ottenuto.
Quindi l'insegnamento di Lacanne è che vivere secondo i desideri non vi renderà mai felici, per essere pienamente umani bisogna cercare di vivere secondo le nostre idee e i nostri ideali, non certo misurando la vita in base a quanto avete raggiunto di quello che desideravate ma in base ai piccoli momenti di integrità, compassione, razionalità a volte anche di sacrificio, perchè alla fine se vogliamo veramente misurare il significato della nostra vita dobbiamo dare valore alla vita degli altri.


"The life of David Gale"


giovedì 8 ottobre 2009

martedì 6 ottobre 2009

Il pittore di silenzi

Il silenzio è sempre lo stesso, se sei in un posto abbastanza tranquillo..abbastanza abbandonato...abbastanza in pace con il resto che lo circonda, allora puoi sentirlo...il silenzio.
E' lì che ti aspetta, che ti guarda e si chiede come fai a stare senza di esso...e in ogni posto dove andrai e lo troverai, lo sentirai uguale perchè lui non cambia mai.
Sarebbe bello se il silenzio fosse sempre così, ma il silenzio delle persone non è mai uguale, non è mai simile a se stesso, non ha mai lo stesso significato.
Metti due persone in silenzio davanti a te, e vedrai che è impossibile che ti facciano sentire lo stesso silenzio, ognuno avrà il proprio.
Ogni silenzio è un pò come una tavola di colori, più o meno accesi, più o meno spenti..più o meno colori...sono lì sulla tavolozza della nostra mano, e sta a noi usare il pennello che abbiamo a disposizione, cioè il nostro cervello, per dipingere quello che vogliamo.
Quando una persona non parla, non si fa sentire, sta alla nostra immaginazione dipingere quello che vogliamo...nessun silenzio per cui sarà uguale, e lo stesso silenzio sarà diverso all'interpretazione di più persone.
Sono stato abituato fin da bambino a dipingere sempre splendidi quadri, oserei dire affreschi...del tipo, "il silenzio di tuo padre non è come sembra, sarà impegnato, non si sentirà bene, ma sono sicuro che vorrebbe farsi sentire..." io non ho mai messo in dubbio niente, per cui i miei colori li ho sempre messi sulla tela andando ad immaginare splendidi tramonti...capendo però che non erano reali, ma era quello che volevo vedere.
Per cui io nel silenzio non mi sento a disagio, anzi...mi tranquillizzo...mi sento protetto.
Io so che il silenzio non può farmi male, perchè me lo sta già facendo.

So che il silenzio fa male anche a coloro che ne fanno uso, è una cosa che logora da dentro, è qualcosa che non te ne accorgi, ma ti scava come un ruscello scava la pietra.

Io dipingo i silenzi, perchè ne sono il pittore e non potrei farne senza.


lunedì 5 ottobre 2009